lunedì,Novembre 30 2020

Falcomatà traccia il bilancio del 2019 mentre aiuta la Caritas. I rifiuti come priorità del 2020

I rifiuti al centro dell'analisi del primo cittadino che conferma come «La città metropolitana subentrerà gradualmente nella gestione del servizio e questo garantirà maggiore controllo ed efficienza»

Falcomatà traccia il bilancio del 2019 mentre aiuta la Caritas. I rifiuti come priorità del 2020

«Nello scrivere il post di inizio anno sono tanti gli argomenti che potrei scegliere, come ad esempio tracciare il percorso di un anno fatto di tante attività e di qualche risultato frutto del lavoro di questi anni.
I parchi, le strutture sportive riaperte, gli arredi e i servizi mensa, gli asili nido, una significativa accelerata sulla bitumazione delle strade, il completamento della progettazione delle opere, la consegna di alcune e il divenire di altre.

Eppure sento l’esigenza di parlare di una tematica per cui il 2020 dovrà essere risolutivo: il conferimento dei rifiuti».

Inizia così a tracciare un bilancio del 2019 e guardando al 2020 il primo cittadino di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

«La scelta della differenziata è stata molto contestata da una parte della popolazione non in regola con i tributi, che continua a conferire in strada. Per loro ho coniato il termine “lordazzi”, il video in cui sono stati immortalati continua a essere il più visto e ricercato di questa pagina ancora oggi. In molti continuano a dire che il sindaco non avrebbe mai dovuto chiamare lordazzi i suoi cittadini, come se il problema fosse questo.

In realtà voi sapete che di fatto, oggi, il nostro percorso di differenziata, segue una battuta di arresto soprattutto per le difficoltà del conferimento negli impianti regionali e quella scelta della differenziata è contestata anche da chi l’ha sempre fatta con convinzione. Non è la solita introduzione per girare la colpa su altri, ma per dirvi qual è la strada che stiamo seguendo.

Qualcuno dice che bisogna tornare indietro e rivalutare la situazione a distanza di cinque anni, sistemandola, restituendo le apparenze, perché sarebbe il male minore.  
Cosa cambierebbe? Avremmo comunque cassonetti stracolmi e straripanti sia al centro che in periferia. Ma vedere un cassonetto pieno davanti al Castello Aragonese, davanti al Museo, alle scuole o a piazza Duomo ha un peso minore che non sull’uscio di casa? La percezione del bene comune non può essere diversa da quella del bene privato. 

Ma non solo: le nostre colline sono devastate. Li dove il sindaco ha mantenuto i cassonetti non attivando il porta a porta, la situazione è crollata, quei cassonetti hanno accolto i rifiuti di mezza città, che non paga i tributi. 

Ora vi dico che : controlli, multe e telecamere sono misure che sebbene in ritardo sono in fase sempre più compiuta. La città metropolitana subentrerà gradualmente nella gestione del servizio e questo garantirà maggiore controllo ed efficienza.

Una nuova geografia del conferimento nelle discariche territoriali scongiurera’ i rallentamenti della raccolta. E non metto da parte la speranza che, al di là delle difficoltà del sevizio, si rinunci allo scempio dei territori con l’abbandono dei sacchetti in giro e si affronti con civiltà il problema. Con civiltà e anche con il giusto sfogo che ogni tanto leggo qui sui commenti da parte dei cittadini che si esasperano, perdono la pazienza ma non per questo si rendono protagonisti di reati ambientali.

Lavoriamo tutti per rendere la nostra città bella, pulita e gentile. Buon 2020 a tutti i reggini. A proposito, c’è una Reggio nascosta che lavora sodo ogni giorno per dare aiuto a chi soffre. È il nostro straordinario mondo del volontariato. Stamattina ho dato una mano anche io al pranzo per i nostri concittadini più in difficoltà organizzato da Help Center e Caritas alla Stazione Centrale. Una straordinaria esperienza di umanità, sorrisi e dignità».