Elezioni a Siderno, lettera a Michele Bello: «La città ha bisogno del nostro aiuto»

Il neonato movimento politico ricorda il sacrificio di uno dei martiri di Gerace: «Anche tu decidesti che qui le cose devono cambiare»
Il neonato movimento politico ricorda il sacrificio di uno dei martiri di Gerace: «Anche tu decidesti che qui le cose devono cambiare»

«Ciao Michele, come va? Siamo sempre noi, ci siamo visti l’altra sera. Si, ti è piaciuto il nostro volantino, ci hai chiesto di lasciartene uno, anche se pubblicamente non puoi dirlo». Inizia così una lettera che i membri del neonato movimento politico “In piedi per Siderno” hanno immaginato di scrivere a Michele Bello, uno dei martiri della rivolta di Gerace.

«D’altronde, tu ci hai visti crescere, ci hai visti passeggiare e fermarci davanti a te, ci hai visti piccoli, poi giovani, poi adulti con figli, poi anziani. Diciamoci la verità, tu sai tutto di questo posto. Hai visto tutto quello che è successo in questi anni, nel bene e nel male, a Siderno: si, le cose non vanno bene. Ci sono stati momenti difficili, ci ha avvolto un senso di rassegnazione, tutti hanno iniziato a stringersi nelle spalle, perché le cose vanno così e non ha senso cambiarle».

«Eppure, per noi non è così. Noi abbiamo deciso che le cose devono cambiare, e sai perché lo diciamo a te? Perché proprio tu, come noi, un giorno decidesti che le cose a Siderno, nella Locride, dovevano cambiare. Mettesti in gioco tutto, fino a perdere la vita, per un mondo migliore».

«Insomma, Michè, tu meglio di tutti puoi capirci. Noi siamo qui e non ci sposteremo, perché Siderno adesso ha bisogno del nostro aiuto. Perché Siderno adesso ha bisogno dell’aiuto di tutti. Ciao Miché, ci rivediamo una di queste notti. Ah, e se ti chiedono chi siamo, fatti una risata e rispondi come sai tu: “Ennu bravi cotrari”».