venerdì,Aprile 16 2021

Campo Calabro, “Primavera campese”: «Nel bilancio di previsione gravoso balzello di tasse comunali»

Il movimento non ci sta: «Tariffe e scuole sempre più “a carico” dei cittadini»

Campo Calabro, “Primavera campese”: «Nel bilancio di previsione gravoso balzello di tasse comunali»

«Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale tenutasi lo scorso 30 marzo, l’Amministrazione comunale ha approvato il Documento unico di programmazione ed il Bilancio di previsione per il triennio 2021 – 2023, confermando – numeri alla mano – il gravoso balzello delle tasse comunali». Esordisce così il movimento “Primavera campese”, puntando il dito contro l’Amministrazione comunale.

«Tralasciando l’addizionale comunale (cavallo di battaglia della maggioranza nella scorsa campagna elettorale) – afferma – che resta invariata al massimo anche per il 2021, bene ha fatto a nostro avviso, la consigliera Calandruccio, nostra portavoce in consiglio comunale, evidenziando l’ennesimo ulteriore aumento della Tari (tassa sui rifiuti) anche per il 2021: si passa infatti da euro 505.000 (importo Tari del Piano finanziario 2020) ad oltre 541.000 euro (importo Tari del Piano finanziario 2021). Dal 2019 dunque, il prelievo sui cittadini è aumentato di circa 90.000 euro, nonostante i diligenti sforzi compiuti dalla comunità in termini di differenziazione dei rifiuti».

Il movimento evidenzia che un analogo incremento di gettito «è previsto per il servizio idrico integrato, i cui costi di gestione sono lievitati in due anni di oltre 120.000 euro, passando dagli ordinari 400.000 euro agli oltre 520.000 euro che saranno richiesti ai cittadini sia per il 2020 che per il 2021, al netto delle polemiche circa le mega-bollette molto discutibili notificate a dicembre scorso, che meritano ulteriore approfondimento. Nulla è stato riferito in termini di agevolazioni alle fasce più deboli e colpite dall’emergenza Covid-19, ci domandiamo se tutto questo sia corretto e soprattutto cosa dirà l’Arera (Autorità pubblica che dovrebbe tutelare consumatori e utenti nella definizione di tariffe eque) in sede di valutazione di questi piani finanziari.

Argomento scuole – continua – l’Amministrazione in carica decide (finalmente) dopo 4 anni dal suo insediamento di accendere un mutuo di 150.000 euro con Cassa depositi e prestiti per il completamento della palestra e delle aree adiacenti la scuola media. Avevamo proposto, più volte e in più sedi, varie alternative (a costo zero per il bilancio comunale) per il finanziamento di questi interventi: la maggioranza, trincerandosi dietro valutazioni soggettive di carattere tecnico e politico ha però preferito accollare la cittadinanza di un mutuo pluriennale che a nostro avviso era sicuramente evitabile».

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