venerdì,Giugno 21 2024

Autonomia differenziata, Metrocity guida la rivolta del Reggino: approvata mozione per dire no

Il documento approvato con il solo voto contrario di Minicuci (Lega), sarà trasmesso a tutti i Comuni del territorio metropolitano

Autonomia differenziata, Metrocity guida la rivolta del Reggino: approvata mozione per dire no

I sindaci del territorio del Reggino a palazzo Alvaro per fare sentire le loro voci su un tema che rischia di spazzare via le piccole realtà. Parte in seconda convocazione il consiglio della Città metropolitana di Reggio sull’autonomia differenziata aperto ai sindaci del territorio. L’obiettivo è stilare un documento da votare poi nei singoli comuni e farlo arrivare alla Regione (che ha votato sì nella conferenza Stato-Regioni). A fine seduta, la mozione viene approvata con 11 voti favorevoli e il solo voto contrario di Antonino Minicuci.

«La dimensione pubblica resta invalicabile – chiosa Giuseppe Giordano, consigliere delegato nel corso del dibattito – è una riforma che non trova nessuna aderenza nella dimensione armonica e della garanzia dei diritti del territorio. Serve un dibattito serio per arrivare a una posizione che non può essere affidata alla penna del presidente Occhiuto per la sorte di due milioni di calabresi».

Gianluca Gaetano, sindaco di San Ferdinando spiega che la situazione è la «metafora dell’atteggiamento che i governi hanno verso le periferie. I bisogni devono essere differenziati ma i diritti non possono essere messi in discussione».

Vizi di legittimità

L’assessore Domenico Mantegna rimprovera l’assenza dei sindaci di centrodestra Romeo e Zampogna e pone poi la questione da un punto di vista più ampio. «Si dovevano muovere passi verso la costituzione degli stati uniti d’Europa così si fanno passi indietro e si lasciano indietro regioni che già sono indietro. Non solo la riforma è anticostituzionale ma è anche antieuropea. Alcune regioni non possono crescere come cresce l’Europa. Ci sono grossi vizi di legittimità per come è stata impostata la riforma. Il Governatore Occhiuto è consapevole delle conseguenze che la riforma può avere, che si facciano gli interessi dei territori e non dei palazzi romani».

La difesa dell’autonomia

A difesa dell’autonomia Antonino Minicuci, l’unico ad aver poi espresso voto contrario al documento: «L’autonomia differenziata è prevista dal terzo comma dell’articolo 116 – spiega – bisogna però vedere quale sarà la visione politica del Paese. Alcune regioni avevano chiesto più competenze, ma non è stato fatto quindi l’accordo ci può stare se si trovano dei punti in comune. Il federalismo come inteso dalla prima Lega era stato fatto solo per consentire richieste alle regioni del nord. Ma il federalismo deve riguardare il sud impoverito dal clientelismo. Dobbiamo spingere perchè lo Stato dia la possibilità di accedere al Mes (Meccanismo europeo di stabilità)».

L’equilibrio costituzionale

Anche il consigliere metropolitano Michele Conia, sindaco di Cinquefrondi: «Ho deliberato in consiglio nel mio Comune a novembre. Con questa proposta è in discussione l’equilibrio costituzionale, il fatto che la Repubblica sia una e indivisibile, l’uguaglianza formale e sostanziale. A nome di chi il governatore ha dato il suo voto favorevole, con quale parte di popolo si è confrontato, o lo ha fatto per mera appartenenza politica?». Da registrare anche gli interventi di tanti sindaci, dell’ex consigliere metropolitano Castorina e del neo consigliere regionale Antonino Billari, secondo il quale «la vera battaglia è cercare di opporci finchè possiamo. Venerdì abbiamo affrontato la discussione alla Regione, ma troppo tardi, il consiglio era stato chiesto prima che Occhiuto firmasse il decreto. Lì abbiamo capito che per interessi politici il governatore ha venduto secondo noi la Calabria».

A fine votazione è lo stesso sindaco ff Versace che rimprovera al governo regionale: «la mancanza di discussione col territorio. Quale benefici può portare se non quello di marginalizzare la Calabria intera? È un decreto legge che dietro ha molta politica e poca sensibilità, come ha spiegato il sindaco di San Ferdinando».

Autonomia differenziata, la mozione

La mozione impegna il «Sindaco Metropolitano a intraprendere ogni iniziativa per contrastare il Disegno di Legge promosso dal Ministro Calderoli, ad oggetto: “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione”, almeno fino a quando non siano definito il percorso istituzionale attraverso il coinvolgimento delle Città Metropolitane e il sistema delle Autonomie Locali per la corretta definizione, attraverso una fonte legislativa primaria, dei Livelli essenziali delle prestazioni su base nazionale e tenendo conto dei limiti storici delle Regioni più in difficoltà attraverso l’istituzione di un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per sostenere i territori con minore capacità fiscale pro capite, come indicato dal terzo comma dell’art. 119 della Costituzione e fino a quando non saranno ridefinite le materie oggetto di riforma, per alcune delle quali, sanità istruzione e ambiente, si ritiene necessario che rimangano nella potestà legislativa statale.

Inoltre, si da mandato al Sindaco Metropolitano di trasmettere a tutte le amministrazioni comunali della Città Metropolitana affinché si determinino in ordine al disegno di Legge Calderoli. Infine di farsi promotore di organizzare unitamente ai sindaci della Città Metropolitana una manifestazione pubblica che coinvolga tutte forze sociali, Studenti, Associazioni rappresentati dei Lavoratori, delle Categorie produttive del territorio metropolitano».

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