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Villa San Giovanni, la minoranza bacchetta il sindaco: «Con noi nessun confronto»

L'attacco è rivolto anche al «Presidente del Consiglio che agisce solo ed esclusivamente a “difesa della maggioranza»

Villa San Giovanni, la minoranza bacchetta il sindaco: «Con noi nessun confronto»

«Quando un Sindaco, insieme alla sua maggioranza, rifiuta il dialogo in consiglio con la minoranza, sicuramente i lavori del consiglio e la città non ne hanno alcun beneficio». Con queste parole i consiglieri di minoranza del comune di Villa San Giovanni che orbitano nell’area di centrodestra, hanno riaperto la querelle con la maggioranza.

«Al Sindaco Caminiti piace vincere facile, forte del suo passato da giornalista e della sua amicizia tra i colleghi della stampa, non perde occasione nel cercare di ridicolizzare i consiglieri di minoranza con articoli al vetriolo, assolutamente offensivi.

Tutto questo forse perché i consiglieri di minoranza esercitano il loro ruolo di controllo sull’attività amministrativa. Forse il Sindaco, pensa con i suoi articoli di zittire, o peggio, di mettere in difficoltà i consiglieri di minoranza, che con grandi sforzi e con un minimo di esperienza cercano di espletare il mandato affidatogli dai cittadini di Villa San Giovanni ed esercitare quel controllo che gli compete.

I continui attacchi del Sindaco verso i consiglieri di minoranza ed a una politica del centro destra che ha governato la città negli ultimi 20 anni, denotano un grande nervosismo, e fanno capire che la città, con questo Sindaco, non ha alcuna speranza di pacificazione politica.

L’atto intimidatorio contro un consigliere comunale di minoranza (prima di un consiglio comunale dove si discuteva di bilancio) avrebbe dovuto far comprendere al Sindaco ed alla sua maggioranza che è necessario abbassare i toni, se si vuole il bene del paese. La responsabilità che si ha nel momento in cui si diventa istituzione, primo cittadino, implica il dovere politico di proseguire la strada del dialogo e del confronto, e smetterla con comunicati stampa (la specialità del Sindaco) poco istituzionali. Accusare la minoranza di “infantili bugie” forse perché cercano di esercitare il controllo sugli atti dell’amministrazione è veramente cosa disdicevole.

Ma non è con questi mezzi che si bloccherà il lavoro della minoranza, che di “inconsistente” ha ravvisato in sede di consiglio il bilancio che il Sindaco e la sua maggioranza hanno inviato al Ministero dell’Interno, privo di solidità e fondamento che non ha retto alla prova dei tecnici del Ministero. Il Presidente del Consiglio, nell’esercizio delle sue funzioni dovrebbe ispirarsi a criteri di imparzialità, purtroppo si percepisce in modo evidente che agisce solo ed esclusivamente a “difesa della maggioranza” ed una totale accondiscendenza verso le indicazioni del Sindaco. Il Consiglio Comunale, luogo deputato al confronto, al dialogo ed alle proposte politiche rischia di diventare un luogo dove i consiglieri comunali di minoranza perdono il loro diritto d’iniziativa.

Il Presidente del Consiglio ed il Sindaco non perdono occasione nel richiamare il regolamento comunale a loro uso e consumo, chiedendo al Segretario pareri sulla interpretazione del regolamento al solo scopo di evitare il confronto in Consiglio Comunale, zittire la minoranza ed evitare di dare risposte sugli atti amministrativi. L’idea che si vorrebbe far passare è che la minoranza fa troppe domande e bisogna zittirla.

Guidare un Consiglio Comunale come quello di Villa San Giovanni, bloccando il confronto con la minoranza, a colpi di maggioranza e senza mai usare il buon senso, è cosa assai negativa per un Presidente del Consiglio, a cui è chiesto di rappresentare tutto il Consiglio, e non il Sindaco o solo i consiglieri della sua maggioranza.

Non entrare in Consiglio Comunale per la minoranza è stata una vera sofferenza, ma necessaria a dimostrare alla Città che le nostre prerogative non potranno mai essere calpestate.

Il confronto tra i consiglieri comunali di minoranza che ha preceduto l’inizio dei lavori del Consiglio, e che li ha portati a questa decisione sofferta, non è stato minimamente compreso dallo stesso Presidente del Consiglio, totalmente indifferente ad un malessere che i consiglieri di minoranza avevano fatto capire anche durante i lavori delle Commissioni.

Noi immagiamo, pertanto, che vi sia poca autonomia da parte del Presidente del Consiglio quando si confronta con il Sindaco e la sua maggioranza, ma ci saremmo comunque aspettati che, da istituzione super partes avrebbe difeso non solo il ruolo della minoranza ma anche l’integrità dell’intera assise, magari chiedendo un rinvio o adottando comportamenti di cui Noi le avremmo sicuramente dato merito, ed invero abbiamo dovuto leggere sulla stampa una difesa estrema del suo ruolo e della sua poltrona che gli viene garantita non dall’imparzialità della sua azione ma dalla vicinanza al Sindaco ed alla sua maggioranza. 

E nonostante tutto la minoranza è sempre disponibile al confronto ed al dialogo in maniera costruttiva nell’interesse esclusivo della Comunità Villese. 

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