lunedì,Luglio 15 2024

Covid, anche lieve peggiora la qualità degli spermatozoi

Secondo uno studio spagnolo, l'infezione potrebbe danneggiare la fertilità maschile

Covid, anche lieve peggiora la qualità degli spermatozoi

L’infezione da Sars-CoV-2 potrebbe danneggiare la fertilità maschile, anche a lungo termine. È quanto emerso da uno studio spagnolo presentato a giugno dello scorso anno, durante il Congresso annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia, tenutasi a Copenhagen, in Danimarca. Tra febbraio 2020 e ottobre 2022, i ricercatori hanno arruolato 45 uomini, di età media 31 anni, con la diagnosi confermata di Covid lieve, in sei diverse cliniche della riproduzione spagnole, che già disponevano di campioni di sperma raccolti prima del contagio.

Un altro campione è stato quindi prelevato tra il 17 e 516 giorni dopo l’infezione per un confronto, dal quale è emersa una differenza significativa nel volume di sperma (-20%, da 2,5 a 2 millilitri), nella concentrazione di spermatozoi (-26,5%, da 68 a 50 milioni per ml), nella conta degli spermatozoi (-37,5%, da 160 a 100 milioni per ml), nella motilità totale (-9,1%, dal 49 al 45%) e nella quota di spermatozoi vivi (-5%, dall’80 al 76%). Dopo il Covid, la metà dei pazienti aveva una conta spermatica inferiore del 57% rispetto a prima del contagio. Inoltre, dopo 100 giorni dall’infezione, la concentrazione e la mobilità non erano migliorate.

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