martedì,Dicembre 1 2020

Coronavirus, Crea: «Riaprire i tanti nosocomi della provincia reggina»

Il referente Ancadic sollecita interventi urgenti anche per la realizzazione del nuovo ospedale Morelli di Reggio Calabria

Coronavirus, Crea: «Riaprire i tanti nosocomi della provincia reggina»

Riceviamo e pubblichiamo:

Con istanza dello scorso   23 marzo  l’ANCADIC sollecitava la realizzazione del nuovo ospedale Morelli di Reggio Calabria, atteso che la progettazione è stata già affidata e l’intervento è stato finanziato dall’INAIL per l’importo di 180 milioni di euro. Si sollecitava una completa attrezzatura degli ospedali Calabresi prima che l’aumento esponenziale del contagio giungesse da noi determinando un impatto più disastroso di quello del Nord atteso che il nostro sistema sanitario, come a tutti noto, non è in grado di reggere tale emergenza.

La nostra previsione, anzi la nostra preoccupazione era fondata e oggi il Governo nazionale dichiarando la Calabria “zona rossa” ne dà conferma  riconducendo tale provvedimento non ad un aumento in questo momento di casi di Covid, bensì alla impossibilità di eventuali ulteriori ricoveri presso le strutture ospedaliere da illo tempore  carenti anche se da oltre dieci anni commissariate dallo Stato italiano.

Quindi si rinnova la richiesta agli Organi di Governo per i calabresi di un provvedimento urgentissimo per riaprire gli ospedali a suo tempo colpevolmente chiusi potenziandoli con personale e attrezzature secondo canoni di decenza sanitaria di legge. Questo è un provvedimento che il Governo può fare chiedendo alla Banca d’Italia credito visto i grossi risparmi fatti dagli italiani specialmente in questo periodo di emergenza epidemiologica, come riportato dagli Organi di Stampa-Banca d’Italia compresa.

Come cittadini comprendiamo la legittima disperazione dei calabresi che ieri 5 novembre 2020 hanno civilmente manifestato contro l’istituzione della “zona rossa” nella regione e siamo preoccupati che queste manifestazioni possono essere oggetto di contagio che il Governo doveva e poteva prevedere e noi calabresi non ne avevamo proprio bisogno di queste occasioni di possibili contagi. Resta da dire che il rapporto abitativo tra regione del Nord Italia con circa 20 milioni di residenti e la Calabria con circa due milioni di residenti ci assicurerebbe una grossa minore incidenza del  virus (per differente densità abitativa non paragonabile). Ciò nonostante abbiamo diritto di avere gli ospedali riaperti che garantiscano a noi calabresi i diritti costituzionali e non c’è bisogno di ricorrere a strutture sanitarie di emergenza perché queste in Calabria già esistono e nel passato hanno sempre funzionato con soddisfazione per la politica e per i cittadini.  Non intendiamo fare commenti di natura politica e evitiamo ulteriori considerazioni.

In merito sono stati interessati il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro e il vice Ministro della Salute, il Presidente f.f. della regione Calabria e le varie articolazioni regionali competenti unitamente al Commissario ad acta per l’attuazione del piano di Rientro dai disavanzi del servizio della Regione Calabria, alla Giunta regionale Politiche sanitarie, al Presidente della Città Metropolitana di Reggio Calabria, al Sindaco e al Prefetto di Reggio Calabria .

Vincenzo CREA

 Referente unico dell’ANCADIC

e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”