lunedì,Gennaio 25 2021

Coronavirus, «Vaccinare subito caregiver per tutelare la vita dei disabili»

La Ruggiero scrive ai vertici della sanità ribadendo la necessità di inserire tra le priorità una categoria che svolge la funzione di un infermiere in casa

Coronavirus, «Vaccinare subito caregiver per tutelare la vita dei disabili»
La prima fase della vaccinazione contro il coronavirus divide ancora e fa discutere. La Calabria sta provando a reagire recuperando i ritardi ma sono tante le realtà trascurate. In assoluto quella dei disabili e, in particolar modo dei cargivers non ha avuto l’attenzione necessaria. In assenza di risposte concrete, tra la paura di contagiare i propri cari disabili o, peggio ancora, ammalarsi e non poter più prendersi cura di loro questa figura chiede ora risposte. Da Reggio Calabria parte un grido d’aiuto per bocca di Silvana Ruggiero, assessore al Welfare e Politiche Sociali del Comune di Bagnara Calabra ma, prima di tutto, caregiver di due figli affetti da una grave patologia genetica. Una mamma che dopo tante battaglie per garantire dignità e sicurezza ai suoi figli oggi teme il virus. Un male silenzioso che non lascia scampo soprattutto ai più fragili e chi è affetto da una grave disabilità rientra in questa fascia. Nonostante tutto, però, non tutte i disabili possono sottoporsi al vaccino e proprio per questo diventa fondamentale tutelarli proteggendo chi si prende cura di loro giornalmente in casa al pari di un infermiere in una struttura sanitaria. Non è rimasta a guardare la Ruggiero e ha deciso di scrivere ai vertici responsabili della sanità in Calabria. Al presidente della regione Nino Spirlì e al commissario Guido Longo ha scritto: «mi rivolgo a voi, a nome di tutti i caregivers, per richiamare la Vostra attenzione sulle vaccinazioni anti Covid-19 per i disabili gravi in ADI, ovvero curati a domicilio, e per i caregivers, familiari che si occupano h24 della cura dei propri familiari gravemente ammalati. L’attenzione che con la presente si intende richiamare è quella di voler valutare di inserire, tra le categorie di persone che giustamente hanno la priorità ad essere vaccinati, anche i soggetti su esposti. Premetto che non è mia intenzione innescare lotte di sorta o corse a spintoni per chi deve essere vaccinato per primo, perché la pandemia nella sua drammatica democraticità ha toccato senza distinzione ogni persona e per poter sconfiggere questo virus che ha limitato le nostre abitudini, libertà e socialità, occorre remare tutti nella stessa direzione, salvaguardando in primis gli operatori sanitari ed i soggetti fragili». La Ruggiero fa notare come «nel programma governativo delle vaccinazioni sia i disabili gravi sia chi a domicilio si prende cura di loro non vengono inseriti come soggetti fragili o comunque non viene data priorità. A mio parere il disabile grave assistito al proprio domicilio ha le stesse fragilità di chi si trova ricoverato in strutture, così come i caregivers che assistono i propri familiari dovrebbero essere accomunati a quelle persone che in dette strutture assistono i degenti.  La figura del caregiver (colui che dà le cure), è una persona che si occupa di un familiare anziano, con disabilità o difficoltà. Una figura che, purtroppo, vive quasi sempre nel silenzio considerando che la normativa per il riconoscimento e la tutela del caregiver è ancora poco efficace e insufficiente. Ma non meno efficace ed efficiente è l’aggravio di accudire un proprio caro non autosufficiente, sostituendosi, nella maggioranza dei casi, alla carenza di servizi infermieristici e di cura alla persona. Tali categorie, che sono strettamente a contatto con soggetti fragili, non possono permettersi neanche di prendere una semplice influenza, figuriamoci infettarsi del Covid-19. Non solo perché ammalandosi non potrebbero più occuparsi dei propri cari ma, soprattutto, potrebbero contagiarli mettendo a serio rischio la loro sopravvivenza». Con motivazioni precise e non certamente trascurabili la Ruggiero si appella alle istituzioni competenti chiedendo «di voler inserire nella programmazione regionale dei vaccini anti covid-19 sia i soggetti fragili che vengono curati al proprio domicilio sia i caregivers che se ne prendono cura, poiché entrambe le categorie hanno pieno titolo ad essere considerati quali destinatari prioritari nella somministrazione del vaccino, proprio nel rispetto della ratio del calendario vaccinale che è stato stilato secondo la logica di priorità, urgenza, fragilità ed opportunità».