domenica,Giugno 26 2022

Coronavirus, il Museo diocesano partecipa alla MuseumWeek 2020

Il primo festival culturale internazionale dedicato agli istituti museali presenti sui social media dall'11 al 17 maggio

Coronavirus, il Museo diocesano partecipa alla MuseumWeek 2020

In seguito alla chiusura disposta per l’emergenza CoVID il 9 marzo scorso il Museo diocesano di Reggio Calabria non ha mai interrotto la propria attività, né lo studio e la cura dei progetti in corso e futuri. In particolare, dall’11 al 17 maggio il Museo aderirà alla settima edizione della MuseumWeek, il primo festival culturale internazionale dedicato agli istituti museali presenti sui social media. In considerazione della pandemia che ha colpito i Paesi del mondo intero, sarà ‘togetherness’ (stare insieme, solidarietà) l’hashtag scelto come tema per l’edizione MuseumWeek 2020 al fine di sottolineare come la cultura, l’arte e il libero pensiero creino legami, diano un senso alle nostre vite e realizzino le nostre aspirazioni più forti. L’invito rivolto ai Musei è quello di partecipare all’evento postando su Twitter, Instagram e Facebook contenuti originali secondo l’indicazione ‘7 giorni, 7 temi, 7 hashtag’.

Dal 9 marzo il Museo diocesano di Reggio Calabria, consapevole di vivere un tempo sospeso, ma non meno carico di valore, ‘tiene compagnia’ al suo pubblico e raggiunge anche chi non ne ha mai varcato la soglia, pubblicando, a cadenza bisettimanale, sui profili social post ricchi di contenuto e corredati da gallerie di immagini.

Quella promossa in queste settimane è una narrazione che, partendo dalle sale espositive, si estende al territorio diocesano, avendo per tema il patrimonio culturale ecclesiastico: sono storie di opere e di uomini, intrecci d’arte e devozione talora poco noti o addirittura inediti. Sui social trova spazio, in particolare, il racconto di eventi (mostre, conferenze, restauri) e incontri vissuti nel primo decennio di apertura del Museo inaugurato il 7 ottobre 2010: una sorta di prezioso album dei ricordi che è sprone a progettare per l’immediato futuro esperienze nuove, in particolare didattiche e con modalità digitali, che incontrino il pubblico del dopo COVID.

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