Un progetto europeo per le vittime della tratta. Lo start da Reggio

L'iniziativa della Coop Cisme mira a promuovere la piena integrazione dei cittadini immigrati vittime dello sfruttamento lavorativo e sessuale
L'iniziativa della Coop Cisme mira a promuovere la piena integrazione dei cittadini immigrati vittime dello sfruttamento lavorativo e sessuale

Parte da Reggio Calabria il progetto europeo LIREA per le vittime di tratta. La coop Cisme, infatti, per l’Italia è capofila del  LIfe is REborn from the Ash/ LIREA Programma AMIF-2018-AG-INTE che mira a a promuovere la piena integrazione dei cittadini di paesi terzi negli Stati membri, rafforzando la capacità di attuare soluzioni innovative e transnazionali. Di questa rete, dunque, fanno parte l’Italia, l’Austria, Cipro , Malta e la Grecia.  Partener del progetto sono per l’Italia l’associazione La Rosa Roja, Maendeleo for Children, l’Università di Sassari, mentre per l’Austria  Afrikanische Frauenorganisation, per la Grecia Cyclisis, per Malta Fopsim e per Cipro la  Municipality of Pegeia.

I rappresentanti di tutti gli enti partner del progetto arriveranno proprio in riva allo Stretto, e saranno ospiti a Reggio Calabria, nella sede della Cisme, il 25 e il 26 novembre prossimi, per il Kick of Meeting. Per due giorni, dunque, si discuterà di quali interventi e quali prassi attuare. I dati ci raccontano che un quarto delle vittime di tratta presunte o identificate in Europa sono minorenni e l’obiettivo principale dei trafficanti di esseri umani è lo sfruttamento sessuale. Sulle 20.500 vittime di uno dei sistemi più violenti e senza scrupoli che si conoscano, registrate nell’Unione Europea nel biennio 2015-16, il 56% dei casi riguarda infatti la tratta a scopo di sfruttamento sessuale, con un pur consistente 26% legato allo sfruttamento lavorativo, 1 vittima su 4 ha meno di 18 anni, 2 su 3 sono donne o ragazze. In Italia le vittime di tratta accertate sono 1.660, con un numero sempre maggiore di minorenni coinvolti, cresciuti in un anno dal 9% al 13%.

L’obiettivo di questo progetto trasnazionale europeo che si concluderà il 31 ottobre del 2021, è quello, da una parte, di aumentare la capacità delle organizzazioni della società civile e delle parti interessate di affrontare gli interventi per le vittime della tratta, migliorare la cooperazione transnazionale tra i paesi dell’UE, dall’altra quello di migliorare l’integrazione delle vittime della tratta, intercettare le difficoltà e trasformarle in potenzialità.

Un obiettivo che passa dallo sviluppare approcci innovativi e migliorare le competenze e la cooperazione economica transfrontaliera; stimolare la creazione di una rete europea per la sostenibilità economica e soprattutto inserire le vittime di tratta nella sfera economica, per renderle pienamente libere ed autonome. Tutto ciò ovviamente cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito all’importanza di una piena integrazione.

Il progetto parte da una fase di scambio di buone pratiche per la co-progettazione di un nuovo modello di intervento, e realizzerà percorsi per la riabilitazione sociale e percorsi verso l’inclusione economica, passando attraverso attività di disseminazione dei risultati conseguiti.