Strage di Piazza Fontana, l’anniversario ricordato dai sindacati

A 50 anni dal drammatico evento l'evocazione storico-culturale promossa dalla Filt-Cgil. Venerdì in programma due iniziative
A 50 anni dal drammatico evento l'evocazione storico-culturale promossa dalla Filt-Cgil. Venerdì in programma due iniziative

In occasione del cinquantesimo anniversario del drammatico evento, tra memoria e denuncia civile, l’associazione culturale “L’Amaca”, la Filt-Cgil e il Dopolavoro Ferroviario ricordano la “Strage di Piazza Fontana”, attraverso un’evocazione storica e culturale. Lo faranno venerdì 6 dicembre con “Cinquanta anni dopo la Strage di Piazza Fontana e la morte del ferroviere Giuseppe Pinelli”, manifestazione che si articolerà in due momenti. Il primo alle 16:30, a Palazzo San Giorgio, all’interno dell’aula consiliare, dove interverranno Antonio Calabrò (scrittore), Demetrio Delfino (presidente del civico consesso), Domenico Sofo (cancelliere del tribunale), Alessia Candito (giornalista), Pino Soriero (Cda Svimez), Pasquale Amato (storico), Luca Stanzione (Filt-Cgil Lombardia), Nino Costantino (Filt-Cgil Calabria), Gregorio Pititto (Cgil Reggio Calabria), Pasquale Aprigliano (Spi-Cgil Calabria), Angelo Sposato (Cgil Calabria) e Stefano Malorgio (segretario generale Filt-Cgil nazionale). Invece, il secondo alle 21, al Cineteatro Metropolitano di via Nino Bixio, dove si terrà “Piazza Fontana: racconto di una strage”, una narrazione recitata e musicata a cura de “L’Amaca” grazie a Antonio Calabrò, Damiano Sofo, Annarita Fadda e “L’Amaca Band”. Dunque, un’intera giornata dedicata a quella bomba che quel 12 dicembre del 1969 non solo squarciò la Banca Nazionale dell’Agricoltura e vite, ma un intero paese innescando una guerra civile non dichiarata che nei successivi vent’anni portò 500 morti, 8000 feriti e ripercussioni politiche e sociali così pesanti da incidere sulla storia italiana. Il senso della manifestazione è tenere viva la memoria, sia nel ricordo delle vite segnate da morte e dolore, come quella di Pinelli, che delle responsabilità, ormai accertate seppur parzialmente con diverse sentenze attestanti il ruolo operativo e depistante di Ordine Nuovo e di pezzi di apparato italiani e stranieri, ma anche di spingere verso la completa verità ancora totalmente da stabilire.