sabato,Ottobre 24 2020

Locri, la diocesi celebra la giornata mondiale del rifugiato

Il direttore della Caritas locrese don Rigobert Elangui: «La Chiesa non può essere ferma davanti a questa realtà»

Locri, la diocesi celebra la giornata mondiale del rifugiato

Accogliere, proteggere, promuovere e integrare; all’insegna di questi verbi suggeriti da papa Francesco si celebra domani, domenica 27 settembre, la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato.

Nel messaggio dedicato al dramma degli sfollati che la crisi mondiale ha esasperato a causa della pandemia Covid-19, il Santo Padre ricorda che le persone sfollate ci offrono questa opportunità di incontro con il Signore, «anche se i nostri occhi fanno fatica a riconoscerlo: coi vestiti rotti, con i piedi sporchi, col volto deformato, il corpo piegato, incapace di parlare la nostra lingua».

Nel suo stile pedagogico, il Pontefice riprende i quattro verbi con cui aveva coniugato la pastorale migratoria (accogliere, proteggere, promuovere e integrare), articolandoli in nuove azioni concrete di sei coppie di verbi: conoscere per comprendere, farsi prossimo per servire, ascoltare per riconciliarsi, condividere per crescere, coinvolgere per promuovere, collaborare per costruire.

Come sottolinea Don Rigobert Elangui, Direttore della Caritas di Locri-Gerace e dell’Ufficio Diocesano Pastorale dei Migranti: «È interessante notare che si tratta ancora di verbi e di azioni concrete che ci fanno riflettere sul fatto che la Chiesa non può essere ferma davanti a questa realtà, ma sempre in movimento». Anche per questo motivo don Rigobert spera che “Nelle Messe di Domenica 27 settembre, non manchi un pensiero per i nostri cari fratelli migranti, a tal fine, auspichiamo che oltre a qualche accenno nell’omelia o nella preghiera dei fedeli, le nostre comunità parrocchiali sappiano tradurre in azioni concrete i suggerimenti dello Spirito Santo per vivere pienamente questa giornata».

La Chiesa rimane sempre accanto ai più bisognosi e a chi soffre, lo ribadisce con chiarezza il Vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, che nelle linee guida per il nuovo Anno Pastorale 2020-21 presenti nella Lettera Pastorale “Ripartire da Cana”, ha scritto, tra l’altro: “Ripartire da Cana vuol dire anche aiutare economicamente e materialmente le famiglie in povertà”.

Questa Giornata, a livello diocesano, è stata preparata attraverso varie iniziative, come la consegna del messaggio del Santo Padre ai sindaci della Locride, la Visita dei Centri e delle famiglie dei Migranti e rifugiati, l’incontro con le cooperative impegnate nell’accoglienza, la distribuzione di materiale didattico ai bambini e altri gesti concreti di aiuto alle famiglie bisognose e fuori progetti di accoglienza.