mercoledì,Giugno 19 2024

Rosarno, morto a soli 44 anni il pittore Adriano Fida

Definito il pittore del Mito da tempo lottava contro una grave malattia

Rosarno, morto a soli 44 anni il pittore Adriano Fida

Si è spento a soli 44 anni, dopo una lunga malattia, il noto pittore di Rosarno Adriano Fida. Molto amato e apprezzato non solo per le sue doti professionali, ma soprattutto umane, lascia una comunità attonita e addolorata per la sua prematura scomparsa.

Tanti i messaggi di cordoglio che in queste ore stanno inondando i social, primo fra tutti quello del pittore di Polistena Luciano Tigani: «Una notizia devastante per me e per tutti gli amici di Adriano. Un grande amico, un grande artista ci ha lasciato. Vola in alto amico mio, vola tra gli angeli, ora li dipingerai in Paradiso. Riposa in pace amico mio, sei stato e sarai sempre un grande».

Conosciuto come il pittore del Mito, Fida che da tempo viveva a Roma, si è formato all’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria – in cui ha maturato la personale ricerca artistica nata attraverso lo studio dei grandi maestri del passato – ma ha affinato a Torino la sua cifra stilistica con la tecnica dell’affresco, sotto la guida del maestro Silvano Gilardi (Abacuc), e dopo vari approfondimenti sulla materia, è stato giudicato e scelto per la realizzazione del nuovo affresco all’interno del Macam di Maglione (TO).

Nelle sue opere emerge il fortissimo legame con la terra natìa e la sua cultura di derivazione ellenistica, mettendo al centro del processo creativo l’uomo e la sua storia in piena simbiosi con la natura e il divino. Il suo stile pittorico, molto apprezzato dalla critica, affondava le radici nella pittura Fiamminga Caravaggesca, sino ad arrivare all’arte moderna.

A settembre dello scorso anno aveva donato alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Rotondo il dipinto “Padre Pio stigmatizzato”, che per l’occasione venne presentato da Ferdinando Creta, critico d’arte e direttore del museo Arcos di Benevento, che di lui così disse in passato: «Se il mondo che abitiamo ha ispirato l’arte di ogni epoca, Adriano Fida, dipingendo i suoi sogni, compie la sua poetica, e lo fa in modo nuovo»

«Non è la luce fisica e naturale, quella di cui parlano i fisici e nemmeno quella che ha tentato i mistici, bensì il principio ordinatore dell’arte, per cui l'”operazione di mano” di Fida si sposta dal vedere al sentire, nella consapevolezza che van Gogh avesse sentito dentro di sé “le foglie gialle cadere, senza vederle”», disse invece il critico d’arte Luigi Tallarico.

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