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Reggio, gli auguri del Comune: sulla facciata di Palazzo San Giorgio la storia e il sogno della città che verrà – FOTO

Fino al prossimo 8 gennaio, con l’impiego di tecniche di proiezione evolute, una suggestiva narrazione con immagini e musica che dal mito arriva al futuro

Reggio, gli auguri del Comune: sulla facciata di Palazzo San Giorgio la storia e il sogno della città che verrà – FOTO

«Laddove l’Apsias, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare, laddove, mentre sbarchi, una femmina si unisce ad un maschio, là fonda una città; il Dio ti concede la terra ausone». Lo storico greco antico Diodoro narra che questo fu il responso che l’oracolo di Delfi riservò ai Calcidesi al momento della fondazione della colonia. L’antica Rhegion fu fondata alla foce del fiume Apsias, l’odierno Calopinace nei pressi di Calamizzi, verso la metà dell’VIII sec. a. C..

Dalla profondità della storia antica inizia il racconto suggestivo con cui il comune di Reggio Calabria, in collaborazione con il settore Illuminazione Pubblica ed Enel X e con i fondi del Pon Metro, ha scelto di augurare alla Città Buone feste. 

Palazzo San Giorgio “racconta”

Attraverso un video projection mapping, tecnica di proiezione evoluta che tramuta elementi architettonici in display dinamici e suggestivi, immagini animate e musica narrano la storia della città di Reggio. Dalle sue origini antiche fino alla città che verrà. Lo schermo sul quale la storia prende vita è proprio la facciata di palazzo San Giorgio, sede dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria.

“Dai riflessi dei miti passati alla luce dei progetti futuri per rigenerare speranza presente”, questo il titolo scelto per questo tributo animato da una particolare forma di realtà aumentata, che sarà proiettato fino all’8 gennaio 2024, sempre dalle ore 19:30 fino alle 24.

La storia di Reggio prende vita

Arriva anche in riva allo Stretto una nuova frontiera dell’arte visiva che entra in relazione con l’architettura, in questo caso di palazzo San Giorgio. Esaltando la percezione sensoriale del pubblico, essa regala un’esperienza unica in cui le immagini e il contesto che le accoglie si valorizzano e vicenda.

Ecco che palazzo San Giorgio diventa la pagina su cui prende vita la storia di Reggio, dalla sua fondazione fino alle trasformazioni che ancora l’attendono, in una prospettiva di grande slancio e speranza. Ecco che dalle onde dello Stretto, si levano alberi secolari. E la danza delle immagini inizia. Così inizia il racconto in cui una punta di luce disegna immagini animate e musica. La narrazione non si serve di parole perché a parlare sono le architetture, i monumenti, gli alberi, il mare e la storia.

La fede, il patrono, l’avvocata e il terremoto

San Paolo, primo evangelizzatore del popolo reggino, il cavaliere San Giorgio che sconfigge il drago, il Castello Aragonese, la principale fortificazione della città, la peste e l’affidamento alla Madonna della Consolazione fino al buio della distruzione all’alba del 28 dicembre 1908. “Crolla” la stessa facciata di palazzo San Giorgio e in quell’effetto rivive ciò che realmente accadde quanto la sede del vecchio municipio venne giù. Il preludio della ricostruzione dell’attuale palazzo San Giorgio, ridisegnato dall’architetto palermitano Ernesto Basile e ultimato nel 1921, e in realtà di tutta la città.

La ricostruzione e la rinascita

In un’esplosione di effetti speciali e di colori si rincorrono tra le onde dello Stretto gli emblemi di questa ricostruzione dalla statua di Atena nell’Arena, fino alle statue di Italia e Giuseppe Garibaldi, che hanno dato le denominazioni alle rispettive piazze, fino a villa Zerbi, alle statue di Rabarama e alle colonne dell’Opera di Tresoldi sul lungomare.

Il futuro

Dopo la storia che è già memoria, inizia il sogno della città che verrà e che già dal 2024 promette il waterfront e il museo del mare dell’architetta e designer irachena naturalizzata britannica Zaha Hadid,  il parco Lineare Sud, il progetto Lido, il Mediterranean Cultural Gate nel palazzo Orchidea. E intanto quella memoria resta, scorre su motivi magno greci con una finestra anche sui moti del Settanta. Perchè nel passato sono le radici del presente e le possibilità del futuro.  

Lo spettacolo delle Frecce tricolori, che la scorsa estate hanno volteggiato sullo Stretto, conclude il viaggio emozionale che lancia il cuore al di là delle difficoltà che oggettivamente la città ancora ha da superare. Ma questo è il momento della speranza che, come diceva Aristotele, è un sogno ad occhi aperti. Ed è così che iniziano i cambiamenti.

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