mercoledì,Dicembre 2 2020

Reggio Calabria, palazzo di giustizia: interdittiva per la ditta di costruzione Passarelli Spa

Una nuova tegola si abbatte sulla costruzione del nuovo tribunale ed un nuovo stop a tempo indeterminato per i lavori

Reggio Calabria, palazzo di giustizia: interdittiva per la ditta di costruzione Passarelli Spa

Arriva l’interdittiva della Suam per la ditta Passerelli Spa impegnata nella costruzione del palazzo di giustizia a Reggio Calabria. Un nuovo stop a tempo indeterminato per il nuovo tribunale.

Appena avuto notizia dell’interdittiva, il Comune di Reggio Calabria ha proceduto alla risoluzione del contratto. Nel documento inviato alla Passerelli Spa, l’amministrazione comunale si legge anche: «Dato atto, altresì, che già a far data dall’adozione del predetto provvedimento di risoluzione contrattuale il cantiere risulta inoperoso si dispone che la ditta Passarelli Spa si allontani immediatamente dall’area di cantiere consegnando lo stesso cantiere alla Direzione Lavori che provvederà, ove ce ne fosse bisogno, alla messa in sicurezza dello stesso ed al contestuale aggiornamento dello stato di consistenza, contabilizzando le opere effettivamente eseguite dalla succitata ditta. Si da quindi mandato alla Direzione lavori di contattare senza indugio la ditta Passarelli per procedere speditamente a quanto sopra disposto».

Muraca: «noi abbiamo rispettato la legge»

Sulla vicenda era tornato qualche giorno fa l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Muraca, per chiarire degli aspetti rispetto al quadro fornito. «Non è assolutamente vero che la società voleva continuare i lavori previo variante di 3 milioni e mezzo e poi ne ha offerti due e mezzo. Il risultato delle trattative, rispetto ad un controllo tecnico del direttore dei lavori avevamo dato l’apertura a tre milioni e mezzo ma si dovevano fare dei rilievi tecnici per capire se si arrivava a quella somma. La loro bugia tavoli con più persone e testimoni e nel dossier che ho presentato a procura e prefettura: loro non hanno mai inteso accettare l’eventuale variante a 3 milioni e mezzo, che rientrava nel limite delle somme da utilizzare nel codice degli appalti come variante.

Le motivazioni erano quelle dei danneggiamenti alla struttura dovuti agli eventi atmosferici, imprevedibili successivi alla gara e noi avevamo l’intenzione di correggere il tiro con la variante. rispetto ad un controllo tecnico amministrativo che dava la possibilità di arrivare a quella sommalo avevamo valutato ma loro non li hanno mai presi in considerazione. Loro sono partiti dai 9 milioni che era il ribasso che avevano presentato fino ad arrivare a 6,5. Non hanno mai voluto accettare altre soluzioni che non fossero quelle. abbiamo tentato di interloquire in tutti i modi. Noi abbiamo rispettato la legge, la norma. Ho tentato in tutti i modi di modi di non far  chiudere il cantiere».

La fotografia della situazione

«Abbiamo chiuso un piano di consistenza che è lo strumento necessario per poter riappaltare o riaffidare al secondo in graduatoria l’opera. La Passarelli ha chiesto la nomina di un ctu, accordatale dal tribunale di Catanzaro. Il ctu ha giurato qualche giorno fa». Si resta in attesa delle sue verifiche per chiudere il piano e affidare alla ditta seconda in graduatoria (che non è detto debba accettare) o riappaltare. Ora ci pensa l’interdittiva antimafia a rimescolare le carte.