giovedì,Giugno 13 2024

‘Ndrangheta, arrivano le richieste di condanna per i 300 imputati in Rinascita Scott

Il Procuratore Nicola Gratteri ha invocato pene esemplari al termine di una requisitoria durata ben tre settimane

‘Ndrangheta, arrivano le richieste di condanna per i 300 imputati in Rinascita Scott

Si avvia alle battute finali il maxi processo scaturito dall’inchiesta Rinascita-Scott. Alla sbarra 300 imputati per cui la pubblica accusa rappresentata in aula dal Procuratore Nicola Gratteri ha invocato pene esemplari, al termine di una requisitoria durata ben tre settimane.

Alla sbarra anche i presunti referenti delle cosche rispetto alle istituzioni e alla politica: dall’ex parlamentare Giancarlo Pittelli, all’ex consigliere regionale Pietro Giamborino, fino all’ex sindaco di Pizzo e presidente dell’Anci Gianluca Callipo e all’ex assessore regionale nonché numero uno di Sorical Luigi Incarnato.  

Agli sgoccioli, dunque, un processo ciclopico, per numero di imputati e di imputazioni, che nel corso del dibattimento ha perso due tra i suoi principali imputati, ovvero il presunto capo del Crimine di Vibo Valentia, Luigi Mancuso, e Giuseppe Antonio Accorinti, presunto boss di Zungri e del locale ’ndranghetista del carcere di Vibo, le cui posizioni sono state stralciate per confluire in un separato procedimento. Sono rimasti, d’altronde, inalterati altri profili di particolare interesse. Rinascita Scott è infatti il processo che acclarerà l’attualità o meno del potere esercitato da Pasquale Bonavota, l’ex superlatitante indicato come il capo del clan di Sant’Onofrio, catturato lo scorso 27 aprile a Genova, resosi protagonista di una lunga dichiarazione spontanea nella quale dichiarava la sua redenzione dal passato. È il processo che narra della frantumazione interna alla città di Vibo Valentia in più consorterie criminali, dopo la scissione rispetto ai Lo Bianco-Barba e la successiva collaborazione con la giustizia, di Andrea Mantella. E della guerra di mafia scongiurata, proprio a Vibo città, grazie al pentimento eccellente di Bartolomeo Arena, figura di spicco nel redivivo clan dei Ranisi. Ma si approssima dunque alla sentenza, nell’attesa delle arringhe difensive, anche il procedimento chiamato a stabilire se davvero Giancarlo Pittelli, figura di primissimo piano della politica calabrese e penalista di grido, abbia davvero messo al servizio del clan Mancuso la sua rete relazionale o se la sua condotta sia stata solo inappropriata e borderline.

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