Reggio prima del terremoto. La ricostruzione 3D nel ventennale delle Muse

Nel corso dell'evento sono stati ricreati in 3D ambienti della città nei periodi antecedenti al terribile sisma del 1908
Nel corso dell'evento sono stati ricreati in 3D ambienti della città nei periodi antecedenti al terribile sisma del 1908

Ancora un grande evento per il ventennale de “Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere” e, questa volta dedicato alla storia della città di Reggio Calabria: “Linee del Tempo perduto  –  dallo scavo archivistico alla ricostruzione virtuale”.

La città prima del terremoto del 1908 è stata una narrazione della storia millenaria della città di Reggio, racchiusa tra gli antichi documenti, le cartografie, i disegni e le foto storiche. «Un progetto di grande valenza valoriale e culturale – ha dichiarato il presidente Muse Giuseppe Livoti – poiché la tecnologia oggi può simulare e ricreare realtà attraverso studi e ricostruzioni, in questo caso, partiti ed eseguiti, proprio all’interno dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria con la creazione di filmati, oltre ad un particolarissimo video in 3D che ricostruisce Piazza Duomo prima del terremoto del 1908. Dobbiamo tenere viva la memoria ha continuato la vice presidente Francesca d’Agostino, poiché solo così ci sarà l’esempio per le generazioni future».

Una manifestazione che ha visto la presenza dell’assessore ai Beni Culturali della città Metropolitana Irene Calabrò, che ha ribadito, l’attento lavoro capillare delle Muse all’interno della città e di come un’associazione possa dare voce ad istituzioni importanti come l’Archivio di Stato che, nel prossimo futuro verrà trasferito ed  ospitato nei recuperati ambienti del Monastero della Visitazione. Un lavoro questo su “Piazza Duomo” lontano nel tempo ha ricordato Mirella Marra – già direttrice dell’Archivio di Stato, lavoro, che ha visto al suo nascere, la precedente direttrice Lia Baldissarro e l’attuale Maria Fortunata Minasi. Le fonti di archivio sono state importanti (pur avendo pochi supporti multimediali) e continua la Marra, è servito il voler ricatalogare documenti, piante, prospetti e sezioni del centro storico di Reggio che il nostro archivio custodiva nei suoi  “km di scaffalature”. Tutto nasce per caso e avendo riscoperto giorno per giorno, tutta questa documentazione, si è pensato di ricostruire attraverso lo studio ed il lavoro di –giovani professionisti – in forza – presso l’archivio, ovvero i tirocinanti dell’ area III della Regione Calabria – MiBACT – Ministero dei Beni Cuturali. La presentazione dell’inedito progetto è stato effettuato da Federica Pizzimenti e Nicoletta Palladino, le quali hanno raccontato il gioco di squadra ed il mettere a disposizione le loro professionalità di ingegneri, architetti, geometri (più di venti),  studiando le fonti o i testi conservati nel Deposito Plutino, scoprendo come la città dopo il 1783 per la ricostruzione delle piazze rispettava simmetrie, o l’utilizzo di un accentuato senso estetico anche per creare i numeri civici rigorosamente in porcellana, o ancora l’avere scoperto come l’antico duomo non crollò con il terremoto ma fu abbattuto con la dinamite all’indomani dell’evento del 1908 nell’ansia di un rinnovamento eclettico. Criteri di ricostruzione ed ipotesi scientifiche hanno condotto i professionisti a ricreare in 3 dimensioni, un video della durata di otto minuti in cui si può passeggiare e vedere la storica piazza Duomo, in posizione diversa rispetto all’attuale ovvero nei pressi di via Castello. Il video ha fatto rivivere, l’antica città, virtualmente nei suoi edifici con i prospetti delle residenze di storiche famiglie quali De Blasio, Ramirez (palazzo rimasto indenne dal terremoto del 1908 e distrutto successivamente da un incendio doloso), Giuffre’, Pontari, Vilardi. Una manifestazione che ha visto la partecipazione anche del Coro Giovanile Laudamus diretto dai Maestri Enza e Marina Cuzzola con brani della tradizione antropologica calabrese ricostruendo il gusto di inizio secolo e del Maestro Francesco Ammendolia alla chitarra che ha dato vita all’ “Allegretto”, Re Maggiore, No. 22 Op. 50 “Le Papillon” di Mauro Giuliani.