venerdì,Giugno 14 2024

Stretto di Messina, la storia del “biscotto nautico”: prodotto leader dei navigatori

L'imprenditrice villese Maria Idone: «La sua consistenza lo rendeva resistente all'umidità e alla muffa, garantendo una fonte di cibo duratura durante le lunghe traversate oceaniche»

Stretto di Messina, la storia del “biscotto nautico”: prodotto leader dei navigatori

Riceviamo e pubblichiamo:

«Vi racconto una bella storia , una storia antica. Uno di quei racconti che ti aprono un mondo.

Secondo  Appiano, storico greco antico del periodo romano, durante la guerra tra Ottaviano e Sesto Pompeo combattuta nelle acque adiacenti allo Stretto, Ottaviano si fermò presso la Colonna Reggina per fare dei sacrifici al dio che per ben due volte aveva distrutto le sue navi.

Da ciò si deduce l’esistenza del Poseidonio presso Colonna Reggina.

Nei suoi scritti, Luigi Nostro espone una tesi ben precisa sulla Colonna Reggina : egli afferma che il termine non si riferirebbe ad una colonna posta alla fine della via Popilia a segnare il luogo di traghettamento per la Sicilia (Trajectum Siciliæ), ma ad una vera e propria città.

Negli scritti l’autore elenca i rinvenimenti archeologici, risalenti a varie epoche antiche, avvenuti fra il XVII e il XIX secolo presso Acciarello (dove vi sarebbe stata una necropoli e un possibile approdo) e presso Cannitello (dove si sarebbe trovato il centro abitato), mentre in corrispondenza del borgo di Porticello si sarebbe trovato il Poseidonio (o Possidonio), un importante tempio eretto dai reggini al dio del mare Nettuno (Poseidone per i greci),  luogo di passaggio di eserciti, popoli e prodotti di ogni genere (soprattutto grano) che dalla Sicilia muovevano al continente e viceversa. 

La cosa più strabiliante è che, uno dei prodotti leader per i navigatori che attraversavano lo stretto di Messina fu , “il biscotto nautico”  , prodotto in molti luoghi lungo le coste del Mediterraneo e dell’Atlantico, inclusa la città di Cannitello, dove veniva infornato in piccole fornaci .

Ancora oggi è possibile trovare alcuni produttori artigianali di biscotti nautici lungo le coste italiane.

Era un tipo di biscotto molto duro e secco,  la sua consistenza lo rendeva resistente all’umidità e alla muffa, garantendo una fonte di cibo duratura durante le lunghe traversate oceaniche.

Il biscotto nautico veniva prodotto in diverse forme e dimensioni, a seconda delle esigenze dei navigatori. Una delle forme più comuni era quella di una ciambella o di un dischetto piatto,  veniva fatto essiccare al sole o in forni, fino a diventare completamente secco e croccante.

Oggi Cannitello, e tutta Villa San Giovanni, hanno un prodotto d’eccellenza in più,  da sviluppare, valorizzare e utilizzare, una nuova e antica ricchezza, oltre la piparella, biscotto delicato, fragrante e croccante che si differenzia anche dai noti cantucci toscani perché non è incluso l’uovo tra i pochi ingredienti che compongono l’impasto e che sono farina, zucchero, miele e mandorle, fiore all’occhiello della nostra amata città».

Maria Idone, imprenditrice Villese

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