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Villa San Giovanni, gli ex sindaci uniti contro il ponte sullo Stretto: «Salvini non è credibile come l’opera folle e dannosa»

Anche Accorinti si è unito agli ex amministratori villesi che negli anni si sono opposti alla mega opera e sono pronti ancora oggi a scendere in piazza

Villa San Giovanni, gli ex sindaci uniti contro il ponte sullo Stretto: «Salvini non è credibile come l’opera folle e dannosa»

«Salvini non è credibile. E non lo è la follia chiamata Ponte». L’ex sindaco di Messina simbolo della lotta contro il Ponte sullo Stretto Renato Accorinti, si è unito agli ex sindaci villesi No ponte.
Un momento di confronto che ha visto la rete del No unirsi ulteriormente in vista della manifestazione del 18 maggio. Un confronto voluto perché quello che è accaduto in passato può «insegnarci molto sull’oggi ma anche perché il ruolo istituzionale del Sindaco non è indifferente alla questione Ponte sullo Stretto. Chi rappresenta il territorio non può arrendersi al sostanziale commissariamento operato dalla Società Stretto di Messina».


Un coro unanime quello degli ex sindaci Calabrò, Cassone e Melito. Una posizione ribadita dieci anni dopo e che sarà confermata anche senza ruoli istituzionali partecipando alla manifestazione. Una condivisione, come ribadito da Accorinti, costruita negli anni. Un’impresa iniziata già nel 2002.

«Eravamo così pochi che era impossibile vedere lontano. Noi siamo partiti in pochissimi e questo movimento straordinario è un esempio per tutta l’Italia. Eravamo quattro persone. Questo è un esempio di come con lavorando in un modo serio, con i numeri, con le motivazioni, nessuna posizione ideologica o di avversità contro gli altri, lavorando seriamente con le persone siamo arrivati a scendere in piazza come non mai».


Un impegno che nel 2006 ha portato in piazza oltre 20.000 persone a Messina e «il 2 dicembre eravamo almeno 12.000 persone. Nessun altro motivo fa scendere tanto in piazza. E questo la dice lunga su come è cambiato il vento. La maggior parte dei sondaggi nazionali sono contro il ponte perciò anche la gente del Nord fino a Pantelleria non lo vuole. Siamo arrivati a convincere veramente sulle motivazioni. Questo ponte è una follia perché economicamente non regge. Non regge anche strutturalmente. È un è un progetto vecchio di più di 10 anni con una spesa immane. Il pericolo dei terremoti nella zona più pericolosa del Mediterraneo. E poi economicamente è facile poterlo smontare. Localmente perchè un messinese e un reggino per andare nell’altra città deve fare un giro di 45 km.

Non è neanche per noi utile anzi diventa più inquinante perché deve fare un giro mostruoso e un tempo incredibile. È chiaro che noi verremo qua a manifestare. È un motivo talmente serio quello di proteggere uno dei luoghi più belli del pianeta. Siamo fortunati a vivere qui e abbiamo doppiamente il dovere di preservarla. È veramente una cosa folle e brutale contro la natura dunque contro l’uomo. Salvini che era prima contro il ponte ora è per il ponte non ha una credibilità e speriamo che dopo le elezioni di giugno va a casa perché lo fanno fuori quelli della Lega stessa perché ormai è in caduta libera».


All’incontro voluto dal movimento TiTengoStretto ha partecipato anche il Partito Democratico di Villa con il segretario cittadino Enzo Musolino che ha ribadito come «una “leggina” solo formale,sostanzialmente è un atto amministrativo, come quella voluta da Salvini per risuscitare l’obbrobrio non ci può condannare al silenzio. La conferenza dei servizi istruttoria non è un tavolo di passacarte. La tutela della Salute pubblica non può essere cancellata come se la Costituzione non esistesse. La cantierizzazione totale, l’assenza di sicurezza, le mancanze palesi del progetto, la violazione dei principio di precauzione, la minaccia reiterata degli espropri, il divieto di dibattito pubblico, la pericolosa imposizione di un accordo politico per chiudere la questione nelle segrete stanze, non riguardano principalmente il lavoro dei Sindaci e dei Consiglieri Comunali?».

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