Coronavirus a Reggio Calabria, le linee guida dimenticano i locali per i grandi ricevimenti

«Siamo stati completamente abbandonati» spiega l’imprenditore Demetrio Mercurio della sala ricevimenti Villa Blanche
«Siamo stati completamente abbandonati» spiega l’imprenditore Demetrio Mercurio della sala ricevimenti Villa Blanche

Feste per matrimoni e ricevimenti sospesi in un limbo senza tempo. Perché se la riapertura di bar e ristoranti si è concretizzata il 18 maggio, seppur con le necessarie precauzioni, per le grandi sale quelle che ospitano eventi con tanti invitati non si sa cosa succederà. Persino le linee guida stilate per le riaperture non hanno tenuto conto di queste situazioni.

Non c’è una normativa chiara e precisa. E così i lavoratori assunti sono stati messi in cassa integrazione e gli stagionali non convocati del tutto.  Situazione che genera incertezze nei gestori di questi locali, come racconta Demetrio Mercurio di Villa Blanche, locale rinomato a Mortara di Reggio Calabria, per matrimoni e ricevimenti.

«Non sappiamo realmente né la data in cui potremo ripartire con il nostro lavoro, né come. Ad oggi non sappiamo se ci saranno i matrimoni che abbiamo in programma per l’estate, quindi da luglio in poi (perché giugno purtroppo è andato). Non sappiamo se potremo ricominciare a fare il nostro mestiere: compleanni, matrimoni e ricevimenti e tutto ciò che riguarda la banchettistica».

D’altro canto chi vorrebbe un matrimonio senza banchetto e con gli invitati mascherati e a distanze notevoli gli uni dagli altri? A destare particolare perplessità sono soprattutto le modalità di una eventuale ripresa dei ricevimenti.

«La logistica è la più grande incognita – chiarisce Mercurio – perché comunque sono gli sposi stessi che devono affrontare il ricevimento a non sapere realmente se poi vogliono fare il matrimonio con normative e prescrizioni da rispettare.

Sicuramente a cosa ancora più importante in questo momento di crisi particolare una cosa che abbiamo notato è che non è stata fatta una distinzione tra il Nord ed il Sud del Paese siamo stati messi tutti sullo stesso piano e sullo stesso livello. Fortunatamente da noi non ci sono state grosse difficoltà da gestire l’emergenza e quinti ritengo che si poteva iniziare qui da noi a dare più respiro e più libertà, ma sempre con le dovute precauzioni – e poi conclude – si poteva dare il via ad una stagione che già per un terzo è andata via. Siamo in attesa di capire realmente di capire come possiamo affrontare quel che resta, se potremo affrontarlo, e speriamo di saperlo il più presto possibile».