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Piano del turismo, la Cgil boccia la maggioranza: «Concepito senza sentire le parti sociali»

La Filcams ha stilato un documento di 13 pagine per chiedere un tavolo permanente di confronto, la modifica della Legge n°8 guardando al Mercato del lavoro. Valentino: «Calabria raccontata alla Russel Crowe, ma il mondo non ci arriva»

Piano del turismo, la Cgil boccia la maggioranza: «Concepito senza sentire le parti sociali»

«In aula volevamo portare anche noi le nostre rivendicazioni, le nostre posizioni, su quello che è un settore strategico e importante per la nostra terra. Diciamo che non ce l’abbiamo fatta, nel senso che la politica, il presidente Occhiuto in prima persona che ha tenuto per sé la delega al Turismo, non ha ancora convocato un tavolo sul turismo, nonostante tutto. E nonostante ci sia una marea di cose che potremmo dire. Tanto per dirne una, ieri uscivano i dati economici e di tendenza sul turismo, e la Calabria era completamente tagliata fuori dai percorsi».

Giuseppe Valentino, Segretario Generale Filcams Cgil Calabria, non fa sconti né alla politica né al presidente della Regione che pure coi sindacati aveva intavolato una discussione che sembrava aprire nuovi orizzonti ai rapporti con le parti sociali.

«Il Piano strategico per il turismo – afferma stizzito – è stato concepito senza sentire le parti sociali, cioè chi nel turismo ci vive quotidianamente perché rappresenta le lavoratrici e i lavoratori di questo settore. Un settore che – incalza Valentino – è assolutamente a trazione illegalità, perché abbiamo delle inchieste che dicono che molte aziende e molta economia di questo settore è criminale. Da questo punto di vista in questo piano nella Regione Calabria non c’è neanche una misura di contrasto».

C’è per il segretario Cgil una Calabria raccontata un pò alla Russel Crowe, che dice è un posto bellissimo che deve vedere tutto il mondo. «Il problema – ancora Valentino – è che tutto il mondo non ci arriva perché le politiche messe in campo da questa giunta regionale negli anni, sono politiche sbagliate che riguardano il turismo di qualità e di élite, quando i primi turisti dovrebbero essere i calabresi, e noi oggi siamo in una condizione ancora più aggravata perché siamo in una Calabria che rischia l’isolamento dal resto del mondo. Basta pensare a cosa sta succedendo sui traghetti, e diventerà un problema assolutamente ingestibile in estate».

Valentino si riferisce alle lunghe code, prevedibili, tanto sull’autostrada A2, quanto sulla Ss106, in direzione Sicilia, senza dimenticare i lavori che interesseranno la Limina, che però sono stati rinviati a settembre. «Dove si fa il turismo in Calabria? – sbotta il segretario Cgil -. Ecco perché andiamo in Consiglio regionale a portare le nostre istanze. Lo facciamo in assoluta autonomia di pensiero ma convinti che i lavoratori e le lavoratrici vanno ascoltati»

Le rivendicazioni

A parte l’analisi del Piano strategico la Cgil avanza una serie di proposte contenute in un documento di 13 pagine, presentato questa mattina nella sala Biblioteca della Città Metropolitana di Reggio Calabria insieme a Celeste Logiacco, Segretaria Cgil Calabria, coadiuvata da Luigino Denardo, responsabile dipartimento Economia della Cgil Calabria.

In particolare si chiede la modifica della Legge Regionale 8/2018, relativamente all’articolo 9 riguardante il comitato istituzionale – «occorre inserire le rappresentanze sindacali e gli Enti Bilaterali di emanazione contrattuale prevalente» – al Capitolo V delle Professioni Turistiche – «da armonizzare con le previsioni e le declaratorie professionali e qualifiche previste dai Ccnl di settore» – e alla necessità di inserire un Capitolo attinente al lavoro e alla qualificazione professionale per il contrasto alle irregolarità ed al lavoro nero e precario.

Ma non solo. La Cgil chiede di istituire un tavolo di confronto con le rappresentanze di settore del mondo del lavoro e gli attori Istituzionali per la definizione del Testo Unico previsto nel Piano Regionale Strategico Turismo Sostenibile 2023-2015. Mentre per ciò che riguarda il Mercato del Lavoro, per dare un senso al contrasto al lavoro nero ed irregolare: «Riconoscere gli incentivi pubblici solo alle aziende che applicano i Ccnl di settore maggiormente rappresentativi come da codice cnel; istituire il Durc di concerto con gli Istituti di Previdenza ed Assistenza come titolo abilitativo per mantenere le concessioni pubbliche; istituire una task-force regionale per il contrasto alla criminalità ed all’illegalità ed il riaffido e la gestione di imprese e beni confiscati; e infine, prevedere percorsi co-finanziati di formazione professionale nei periodi di bassa stagione con tirocini formativi retribuiti per i percettori di ammortizzatori sociali.

Logiacco: «Un turismo di qualità richiede un lavoro di qualità»

«Siamo venuti a conoscenza del Piano del Turismo a stesura ultimata» ripete Celeste Logiacco invocando maggiore sinergia, anche perché, per dirla con lei, un turismo di qualità richiede un lavoro di qualità: «Siamo in una regione dove assistiamo quotidianamente allo spopolamento, ad una sorta di emorragia sociale dei giovani, con delle grandi competenze, che hanno un percorso di studi importanti, che sono costretti ad andare via perché non ci sono prospettive. Noi crediamo che il turismo sia uno degli assi strategici per far sì che questa regione possa invece dare delle prospettive diverse».

Per la segretaria Cgil è chiaro che bisogna intervenire con delle strategie politiche e delle azioni concrete che guardino anche alle trasformazioni del mondo del lavoro: «Soprattutto il settore del turismo – argomenta – è un settore frammentato dove c’è una discontinuità, dove i lavoratori non hanno una continuità lavorativa che gli consenta di poter prospettare un futuro in questa regione. Ecco perché noi, oltre a suggerire delle proposte concrete, in una regione come la Calabria, crediamo che serva e che sia necessario istituire un tavolo permanente presso l’assessorato in questione, per monitorare e comunque valorizzare quelle che sono le ricchezze di questa regione».

Insomma, per Logiacco «ascoltare le parti sociali vuol dire ascoltare il mondo del lavoro, affrontare le criticità e le difficoltà che chi vive e prova a restare in questa regione deve contrastare giorno per giorno».

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