giovedì,Dicembre 3 2020

Bombino, bordata a Cannizzaro: «Mai voluto il suo gradimento»

La presa di posizione dell'ex presidente dell'Ente parco sul veto del parlamentare di Fi alla sua candidatura a sindaco. Vecchie ruggini che arrivano sino al processo "Gotha". Ma il professore rimane disponibile

Bombino, bordata a Cannizzaro: «Mai voluto il suo gradimento»

«Io gradito all’onorevole Cannizzaro? In attesa di scoprirlo, credo che ai lettori possa interessare sapere se io abbia mai manifestato l’ambizione di essere annoverato tra le persone a lui gradite. Forse la storia ha già fornito la sua risposta. La storia… mia e quella dell’onorevole Cannizzaro». Nella giornata dell’allerta meteo rossa che ha portato tuoni e fulmini, il esplode con veemenza il fragore delle dichiarazioni del professor Giuseppe Bombino che lancia un vero siluro mirando in maniera chirurgica sull’uomo forte di Forza Italia a Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro. 

Che fra i due non ci sia un rapporto idilliaco non è certo una novità. Già in passato tanto il parlamentare quanto il professore avevano fatto intendere di non amarsi particolarmente.

C’è un veto su Bombino?

Ora, però, Bombino, che ha da tempo manifestato la propria disponibilità a candidarsi a sindaco in una coalizione di estrazione culturale di centrodestra, prendendo le mosse da un articolo apparso sulla stampa, si pone alcuni interrogativi e formula interessanti riflessioni. Il ragionamento del giornalista Gaeta, di Gazzetta del Sud, è il seguente: «La confluenza in FdI del Mns ha, di fatto, escluso dalla grande corsa il prof. Giuseppe Bombino. Perché FdI era già orientato verso altri profili e, soprattutto, perché Bombino non è gradito all’On. Cannizzaro che è l’uomo più influente della coalizione di cui i “meloniani” fanno parte». Bombino parte da qui per confermare che la sua disponibilità «non è e non vuol essere un atto ostile nei confronti dei partiti, ma rappresenta un atto di responsabilità e di lealtà per la mia città, mortificata e trafitta da una classe politica inadeguata ed incapace».

Bombino ancora disponibile 

Il docente chiarisce come più volte abbia detto che avrebbe ritirato la sua disponibilità «qualora l’area politica nella quale “culturalmente” mi riconosco avesse proposto una figura autorevole, capace e prestigiosa alla guida di Reggio». Circostanza che, a distanza di mesi, non si è certamente verificata. Ed invece, proprio quell’area cui Bombino fa riferimento, appare «confusa, smarrita, disorientata, senza un leader né un programma». E, ancor prima di ciò, pare non abbia trovato quel nome così importante. È qui che si staglia la riflessione del docente: «La discussione si incentra sulla disponibilità di Bombino e sui “veti”, piuttosto che su credibili proposte, segno inequivocabile dell’assenza di idee e della mancanza di un progetto politico alternativo». Per il professore, già presidente dell’Ente parco, «Reggio ha bisogno di un sindaco e non può aspettare né le “carte della zingara” Né che il nome venga gettato a sorte coi dadi o coi numeri della tombola». E così, dopo aver confermato, con ancora maggiore convinzione, la sua disponibilità ad una candidatura, Bombino lascia partire il siluro che va a colpire la corazzata che fa capo a Cannizzaro. Si sofferma, ancora una volta, sulla riflessione di Gaeta che lo indica come «non gradito all’onorevole Cannizzaro». «Non ci è dato sapere se questa affermazione sia frutto di una “interpretazione” giornalistica, oppure se corrisponda al pensiero autentico dell’onorevole Cannizzaro», chiosa Bombino, che non fa mistero di non aver mai avuto l’ambizione di essere annoverato fra le persone gradite al parlamentare. 

Le dichiarazioni al processo “Gotha”

Non è difficile immaginare tanto la ragione per cui Bombino non aspiri ad essere annoverato fra i “graditi” di Cannizzaro, quanto quella per la quale lo stesso parlamentare non veda di buon occhio il professore. 

Fra il 2015 e il 2016, infatti, l’ex presidente dell’Ente Parco raccontò prima ai carabinieri del Ros e poi al procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, durante l’udienza del processo “Gotha”, di una serie di intimidazioni subite e i tentativi della politica di mettere le mani sull’ente da lui guidato. E Bombino chiamò in causa Cannizzaro, il quale si sarebbe interessato «alla candidatura, quale direttore del Parco, di Filippo Aliquò, insieme all’ex senatore Antonio Caridi». Bombino, tuttavia, volle evitare che una nomina così importante potesse essere diretta espressione della politica. 

E Bombino fece riferimento sempre a Cannizzaro quando dichiarò che, nei giorni successivi all’arresto di Antonio Caridi, mentore politico dello stesso Cannizzaro, l’attuale parlamentare lo chiamò e gli disse «che era a conoscenza del futuro arresto di Caridi, ma che se lo aspettava in un altro periodo. Mi disse – aggiunse Bombino – che aveva quel tipo di informazioni da un parente magistrato e che lui “era a posto”, anche perché in quei giorni aveva partecipato a una cena con dei magistrati e quindi era accreditato». 

Non è difficile immaginare che proprio questi fatti siano alla base del veto che Cannizzaro avrebbe messo su Bombino. Posto che la riflessione apparsa sulla stampa corrisponda al vero. Solo Cannizzaro, tuttavia, potrà confermare o smentire una simile ipotesi. Ed a quel punto si capirà se e in quale misura il professore potrà diventare uno dei contendenti per la poltrona di sindaco o meno. Perché un fatto è certo: a Reggio Calabria, Cannizzaro ha un peso politico non indifferente ed è in grado, oggi, di poter spostare un bacino consistente di voti. Lo ha dimostrato a più riprese e così potrebbe essere anche alle prossime elezioni comunali.