giovedì,Ottobre 21 2021

La Città Metropolitana ci riprova: rispunta la somma di 270mila euro per i dirigenti

Dopo lo scontro con i sindacati per lo stanziamento 2019 rientrato nel fondo dipendenti, arriva il nuovo bando per il 2020. Romeo (Cisl): «Non ci hanno neanche avvisato»

La Città Metropolitana ci riprova: rispunta la somma di 270mila euro per i dirigenti

La Città Metropolitana ci riprova. La somma di 270mila euro per le posizioni organizzative uscita dalla porta per il 2019, rientra dalla finestra nel 2020. Almeno così pare da capire dal nuovo bando per l’assegnazione che l’Amministrazione della Città Metropolitana ha predisposto proprio in questi giorni, destando nuovamente un vespaio di polemiche tra i dipendenti di palazzo Alvaro e tra i rappresentanti sindacali.

All’inizio del mese di aprile si era posta la stessa questione per l’anno 2019 e dopo un duro confronto tra Amministrazione e Rsu si era deciso di soprassedere e di fare rientrare la cifra al fondo dipendenti. Appena un mese dopo l’Amministrazione dispone un nuovo bando per la stessa cifra per assegnare le posizioni organizzative per l’anno successivo che riguarderebbero un ristretto numero di dipendenti per lo svolgimento di funzioni particolarmente delicate non bene identificate.

Nuovamente sul piede di guerra la rappresentanza dei lavoratori che critica il mancato confronto sulla questione e, ancora una volta, lo spreco di risorse pubbliche in un momento così delicato con l’emergenza Coronavirus da contenere.

«Intanto non riusciamo a capire da dove vengano recuperate queste risorse – ha detto il delegato Cisl Fp Adolfo Romeo – e non possiamo non evidenziare ancora una volta come sia da considerarsi molto negativa la decisione dell’Amministrazione di procedere senza confronto con i sindacati. Un’Amministrazione che si trova per di più in regime di prorogatio, considerando che le elezioni che si sarebbero dovute tenere nel mese di maggio sono state rinviate al prossimo autunno proprio a causa dell’emergenza sanitaria legata al diffondersi del Covid-19».

Altra singolarità che riguarda la decisione in corso è che arriva nella stessa giornata in cui un centinaio di dipendenti della Città Metropolitana sono stati esclusi dalle progressioni orizzontali che avrebbero dovuto essere completate secondo gli accordi firmati nel 2018. Accordi poi rimessi in discussione dopo una circolare del Mef e senza ulteriore confronto con i rappresentanti dei lavoratori.

Ma i sindacati sono preoccupati anche dalla possibilità che le casse della Città Metropolitana vengano messe a dura prova dalla riduzione degli introiti, considerando che molte entrate saranno sospese proprio  a causa dell’emergenza sanitaria. Non si comprende poi l’urgenza di assegnare le posizoini organizzative mentre i dipendenti si trovano ancora a lavorare in smart working. «La Cisl si riserva di esaminare gli atti prodotti per pervenire ad un’attenta valutazione della validità degli stessi, nell’interesse di tutto il personale ad un’incentivazione adeguata per i prossimi anni».

Anche politicamente la decisione dell’Amministrazione presta il fianco a dubbi già espressi dai consiglieri dell’opposizione il mese scorso. In regime di prorogatio, con i dipendenti in smart working spendere risorse così importanti sembra avere il sapore elettorale.

Se ne capirà di più nelle prossime settimane quando i provvedimenti dovranno essere attuati.  

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