San Ferdinando, tendopoli. Riunione in Prefettura per stabilire i tempi della chiusura

L’intendimento sembra essere quello di vidimare l’accelerazione inferta dal primo cittadino, che vuole che si predisponga un cronoprogramma per arrivare ad un trasferimento non forzoso dei pochi ospiti rimasti
L’intendimento sembra essere quello di vidimare l’accelerazione inferta dal primo cittadino, che vuole che si predisponga un cronoprogramma per arrivare ad un trasferimento non forzoso dei pochi ospiti rimasti

Di Agostino Pantano

Il prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani, ha convocato una riunione all’indomani dell’altolà del sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi, che ha accelerato le tappe verso la chiusura della tendopoli dei migranti. 

Da quanto si è appreso in mattinata, l’incontro del Tavolo operativo – che mette assieme rappresentanti delle istituzioni e delle realtà associative – dovrebbe tenersi nel pomeriggio di venerdì. L’intendimento sembra essere quello di vidimare l’accelerazione inferta dal primo cittadino, che vuole che si predisponga un cronoprogramma per arrivare ad un trasferimento non forzoso dei pochi ospiti rimasti. 

Il tempo limite consigliato dal sindaco, che era stato autorizzato dalla prefettura a rimuovere una decina di tende e alcuni container, è quello che coincide con la scadenza dell’attuale gestione del campo. 

L’associazione Borrello, infatti, finirà la sua attività il 16 agosto e il municipio del piccolo centro non intende procedere con altri affidamenti.  Proprio l’argomento controllo e manutenzione del campo aperto tre anni fa, è uno dei pomi della discordia. 

Fin qui si è proceduto con una modalità alquanto discutibile, in uno stato di emergenza che afferisce ai compiti della prefettura. «Per ben 2 volte la gara è andata deserta – spiega Tripodi – e abbiamo dovuto procedere con affidamenti temporanei anche perché non abbiamo mai avuto certezze sulla disponibilità anticipata delle risorse».  In tre anni sarebbero stati spesi intorno a 300mila euro, coinvolgendo 7 associazioni diverse – che però si sono avvalse sempre degli stessi operatori diventati esperti– in un quadro frammentario che ora il Municipio non sarebbe più disposto a tollerare.

Da qui l’appello del sindaco, che in queste ore ha incontrato anche il delegato vescovile per la Caritas, affinché si attui finalmente il proposito del superamento del modello tendopoli che, sempre annunciato, si infrange anche contro la misteriosa scelta di non rendere disponibili, nella vicina Rosarno, né le palazzine costruite per i migranti in contrada Serricella, né la foresteria dentro la Casa della solidarietà di contrada Carmine. 

Monumenti allo spreco realizzati con i fondi dell’emergenza, di fronte ai quali nessuno si indigna, lasciando “la croce” all’amministrazione di un piccolo paese come San Ferdinando – che ha anche una vocazione turistica – e che, fortunatamente, fin qui, non ha mai fatto notizia per il ribollire della insoddisfazione della sua popolazione per una emergenza decennale che gli enti sovracomunali hanno lasciato per intero sulle spalle dell’amministrazione comunale.