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Piano di riequilibrio a Reggio, Calabrò promette: «Ora misure vantaggiose per i meno abbienti»

L'assessore al Bilancio dopo l'ok della Corte dei conti: «È un risultato per la città». Occhi puntati su rendiconto e previsionale: «Finalmente possiamo programmare»

Piano di riequilibrio a Reggio, Calabrò promette: «Ora misure vantaggiose per i meno abbienti»

Si va verso la presentazione del rendiconto per il Comune di Reggio Calabria. Ricordiamo che è l’articolo 227 del Tuel a chiarire cosa sia il rendiconto per un Comune, ossia:«la dimostrazione dei risultati di gestione avviene mediante il rendiconto della gestione, il quale comprende il conto del bilancio, il conto economico e lo stato patrimoniale. Il rendiconto della gestione è deliberato entro il 30 aprile dell’anno successivo dall’organo consiliare, tenuto motivatamente conto della relazione dell’organo di revisione».

Come spiega al Reggino l’assessore comunale al Bilancio, Irene Calabrò: «Molti ritardi sono dovuti al piano di rilevazione dei debiti commerciali, perchè nell’esame dei residui dei singoli settori, ogni dirigente, per ogni settore, ha dovuto verificare se il creditore del residuo avesse presentato istanza o meno. Abbiamo preso pure l’ultimo giorno utile per fare un lavoro pulito e ordinato. I residui relativi ai creditori che non hanno fatto domanda vanno cancellati per legge. Dunque entro il 30 aprile andremo in giunta con lo schema di rendiconto e poi con lo schema del bilancio di previsione».

Il Comune strutturalmente deficitario

Non preoccupa la definizione reiterata di “comune strutturalmente deficitario“. «Si tratta – aggiunge l’assessore – dei parametri relativi a uno schema che ogni anno si deve fare nel rendiconto. Il Comune, in quanto in pre-dissesto, è stato sempre deficitario, forse solo per un anno non è successo. Lo scorso anno, in particolare, era stato sforato il parametro relativo ai contributi perchè paradossalmente, ricevendo il contributo del decreto Agosto, lo avevamo postato in una parte del bilancio e ci ha fatto sforare. Sempre lo scorso anno i parametri sono stati rivisti. Vedremo come risulteremo quest’anno coi nuovi parametri».

Il rendiconto

Il rendiconto potrà andare in consiglio comunale tranquillamente dopo aver superato l’esame della giunta. Per il bilancio previsionale c’è la proroga fino al 31 maggio quindi qualche giorno dopo si procederà in consiglio.

Piano di riequilibrio

Un passo indietro lo facciamo tornando al piano di riequilibrio e all’udienza pubblica, di cui avevamo anticipato la convocazione, lo scorso 21 aprile in Corte dei Conti.

«Nel corso dell’udienza – evidenzia Calabrò – si è aperto il contraddittorio con la Corte per i riscontri istruttori che, in questi anni, la Corte aveva chiesto, ossia le famose delibere degli anni passati, di cui abbiamo documentato tutte le fasi del piano, le movimentazioni contabili».

Un’udienza dunque in cui sono state chiarite le posizioni del Comune e le interpretazioni della Corte. «C’è stata notificata la deliberazione che determina la chiusura del piano con l’accertamento di tutto il disavanzo, per come previsto dal piano. L’unica prescrizione riguarda il monitoraggio dell’efficientamento del sistema delle riscossioni. La delibera è definitiva, non interlocutoria. Chiarita definitivamente la storia del piano. È una determinazione di cui sono molto contenta».

Da ricordare che il lavoro dell’assessore Calabrò e degli uffici del settore finanze si pone in linea di continuità con una decisione presa dal sindaco Giuseppe Falcomatà, di non scegliere il dissesto, un lungo e difficile lavoro che oggi si chiude ma che era iniziato con il primo assessore al Bilancio, Armando Neri.

«Intanto – aggiunge Calabrò -il pre-dissesto è nato con i commissari del Comune dei Reggio nel 2012. siamo il primo Comune a uscire da un piano di riequilibrio e a non entrare in dissesto o in un altro piano, come è stato per altri comuni italiani. All’epoca il sindaco Falcomatà fece una scelta di non partire da zero. I commissari si erano già indebitati ricorrendo ai fondi di rotazione. Il Comune sarebbe partito con meno 200 milioni. Ci siamo presi i debiti, anche per non mettere in difficoltà la classe imprenditoriale e gli imprenditori che avrebbero visto persi o non più pagati i crediti. Una scelta sofferta che ha portato sacrifici ai cittadini. Per questo l’uscita rappresenta un risultato per la città».

La programmazione

«Ora si può iniziare a programmare – aggiunge l’assessore – con un occhio alla riscossione perchè tutti i comuni si basano sulle entrate proprie. Dovremo monitorare questo elemento e iniziare gradualmente a inserire misure di vantaggio per i meno abbienti e per chi soffre di più la pressione fiscale, considerato anche il periodo di crisi e il Comune può tornare a essere vicino ai cittadini.

Anche per gli investimenti ci sono novità. Se prima non era possibile accedere un mutuo per finanziare un’opera adesso è possibile farlo. «Sempre con oculatezza perchè non bisogna indebitarsi ulteriormente. Sarà possibile anche una programmazione sulle opere pubbliche. Ora con la certificazione definitiva si può pensare di scrivere una pagina nuova».

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