sabato,Maggio 18 2024

Bergamotto, i produttori a sostegno dell’Igp non mollano: ieri assemblea a Locri

La campagna di sensibilizzazione ha fatto tappa nella Locride. Macrì: «Situazione paradossale che non fa bene al territorio»

Bergamotto, i produttori a sostegno dell’Igp non mollano: ieri assemblea a Locri

Continua la campagna di sensibilizzazione dei bergamotticoltori a sostegno dell’IGP per il Bergamotto di Reggio Calabria. Ieri diversi produttori del territorio e sigle sindacali hanno promosso un incontro pubblico a Locri nel corso del quale è stato distribuito il disciplinare Igp realizzato dal Ministero dell’Agricoltura. A dicembre con una brusca sterzata la Regione ha deciso di scrivere al ministro Lollobrigida per sollecitare una interruzione dell’iter dell’IGP ormai concluso a favore invece dell’iter della ipotetica DOP.

Per Francesco Macrì, presidente di Copagri, «Si è configurata una situazione paradossale che non fa il bene del territorio. Appare impossibile che dopo aver ottenuto un obiettivo in seguito ad una istruttoria durata due anni e mezzo, oggi si rischia un ulteriore rinvio per motivi di fatto lontani dalla realtà e dai regolamenti comunitari e per motivi probabilmente politici e comunque dovuti ad interessi che non riguardano i veri agricoltori. Copagri sostiene con forza l’IGP soprattutto dopo aver confrontato i due disciplinari, quello dell’IGP e quello della DOP».

A rappresentare il comitato per il bergamotto di Reggio Igp è intervenuto l’agronomo Rosario Previtera. «Abbiamo dimostrato più volte che non vi è differenza di valore tra IGP e DOP e che l’IGP ha le medesime caratteristiche di una DOP in termini di filiera all’interno dell’area vocata, così come abbiamo ribadito più volte che si era giunti ad un accordo unitario il 24 aprile 2023 alla Regione Calabria ma che naturalmente fu ribaltato poiché la politica, le poltrone e i finanziamenti, ormai noti, sono per alcuni più importanti del raggiungimento del vero obiettivo territoriale». Secondo Giuseppe Falcone del Comitato dei bergamotticoltori reggini «L’azione della Regione si configura come un vero e proprio atto di prepotenza, con motivazioni paradossali, al di fuori da ogni logica e rispetto istituzionale nei confronti degli agricoltori».

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