mercoledì,Novembre 25 2020

Asp di Reggio, lo strappo della Uil che denuncia gravi irregolarità: «Debito oltre il miliardo di euro»

Il segretario territoriale durissimo nei confronti della commissione: «Nulla è cambiato rispetto al passato. Lavorano ditte interdette per mafia»

Asp di Reggio, lo strappo della Uil che denuncia gravi irregolarità: «Debito oltre il miliardo di euro»

«Interrompere i rapporti di interlocuzione istituzionale con la commissione straordinaria che in atto amministra l’Asp di Reggio Calabria». Questa la decisione comunicata da Nicola Simone, segretario territoriale della Uil Fpl.

«Tale sofferta decisione – spiega – scaturisce dalla constatazione che la predetta Commissione poco o nulla ha posto in essere sia sul piano della legalità, della riorganizzazione amministrativa, economica dell’ente e della ripresa sanitaria.  I ritardi accumulati, la insipienza amministrativa appalesatesi in questi mesi, risultano aver ulteriormente aggravato la situazione dell’ASP che sciolta per mafia oramai è al default. Nulla o molto poco è cambiato rispetto al passato, pertanto, questa organizzazione sindacale intende prendere le distanze da chi non riesce a dare alcun movens ad una condizione generale oramai incancrenita. D’altronde, la Commissione in questi lunghi mesi non ha ritenuto di dover dare alcun riscontro alle numerosissime note con le quali la Uil ha denunciato corruzione, malaffare, fenomeni attinenti sprechi, imboscamento di personale».

Simone ricorda che «sulle motivazioni che hanno condotto allo scioglimento dell’Azienda non si intende o non si è nelle condizioni di operare una radicale inversione di tendenza mantenendo un pericoloso status quo. Tutti i personaggi che hanno determinato il default morale, legale, amministrativo e contabile rimangono pervicacemente ai loro posti ed addirittura chi è andato in quiescenza è stato fatto rientrare in auge con discutibili escamotage».

La Uil fa inoltre fa presente che:

1) Continuano a persistere rapporti contrattuali con ditte dichiarate interdette per motivi di mafia dalla Prefettura;

2) si continuano a mantenere in vita  il sistema delle proroghe negli appalti con cooperative e ditte, già oggetto di indagine da parte dell’A.G.;

3) Gli Uffici oggetto di dura reprimenda nella relazione di scioglimento di cui trattasi ( Ufficio del Personale – ragioneria- beni e servizi- tecnico patrimoniale  ) rimangono invariati in assetti e disfunzioni e nel suo pericoloso “fuori controllo”;

4) alcun correttivo è stato posto in essere riguardo alla relazione vergata dall’allora Direttore Amministrativo Avv. Giovanni Tringali che si allega alla presente.

5) pur avendo l’opportunità tecnico-organizzativa il distretto di Reggio competente non intende porre rimedio alla emigrazione sanitaria dei pazienti dializzati;

6) pur alla presenza di numerose denunce si mantiene in auge una sedicente scuola di formazione in quel di Taurianova con annessi personale medico distratto dai propri compiti di istituto, assunto a suo tempo in altro ruolo e funzione;

7) si sono utilizzati mezzi di soccorso per fini puramente personali omettendo una volta acclarato il possibile reato di informare L’Autorità Competente;

8) si lasciano i turni scoperti nei pronto soccorso;

9) si acquistano attrezzature sanitarie con modalità poco trasparenti e sospette;

10) la mancata applicazione dell’Atto Aziendale rapprenda una grave omissione dalla quale deriva il reiterarsi di tutte le criticità organizzative riportate nella relazione di scioglimento dell’Ente;

11) non è stata posta in essere una ricognizione del personale con una conseguente verifica del corretto utilizzo dello stesso;

12) nulla è stato fatto per riacquisire il patrimonio (terreni e stabili) di proprietà dell’ASP, per come denunciato ultimamente da una trasmissione delle Iene;

13) continuano a non essere deliberati i bilanci;

14) il debito dell’ASP ha superato il miliardo di euro;

15) il Dipartimento Urgenza Emergenza risulta completamente allo sbando;

16) nessun tipo di confronto in tutti questi mesi è stato posto in essere con le OO.SS. riguardo a contrattazione/concertazione/consultazione/informazione;

17) gli Ospedali Spoke di Locri e Polistena dall’insediamento della Commissione risultano ulteriormente depotenziati e sull’orlo della chiusura;

18) è aumentato esponenzialmente il contenzioso legale per mancata applicazione contrattuale e per riconoscimento di mansioni e funzioni superiori;

Questi appena elencati, sono solo alcuni punti sui quali la Uil «ha chiesto inutilmente alla Commissione, al direttore sanitario ed al direttore amministrativo di intervenire ma il tutto è rimasto carente di qualsivoglia riscontro, anche a tale proposito è auspicabile che il management dell’ASP non stia provvedendo o abbia in animo di predisporre la documentazione necessaria a farsi corrispondere il 20% in più di emolumenti dovuti a risultati mai ottenuti».

Più volte con le note di denuncia indirizzate alla Commissione Straordinaria e al Prefetto di Reggio Calabria, la Uil ha registrato «che la Prefettura ha dovuto trasmettere gli atti alle autorità competenti per gli adempimenti consequenziali, pertanto, a far data da oggi, la UIL FPL non interloquirà oltre con i signori Commissari, interfacciandosi direttamente con il Prefetto di Reggio Calabria e la magistratura competente ultimi baluardi di legalità nella nostra provincia».

La Uil «parteciperà esclusivamente ad eventuali incontri che l’Asp dovesse convocare per motivazioni contrattuali nell’interessi dei lavoratori».

In chiusura, il sindacato chiede al Governo un’ispezione in merito alla «gravissima situazione venutasi a creare».