giovedì,Ottobre 22 2020

Reggio Calabria, due libri per analizzare i risvolti costruttivi della pandemia

Nelle testimonianze scritte di Tonino Perna e Lino Caserta l'analisi della situazione e la pandemia letta come una nuova opportunità

Reggio Calabria, due libri per analizzare i risvolti costruttivi della pandemia

Cosa ci fanno insieme un esperto economista e un medico? È un pensiero alternativo e costruttivo che prende forma nei libri “Pandemie e paradossi. Le alternative della Comunità Ace medicina solidale” (Città del sole edizioni) di Lino Caserta, medico e presidente di Ace e “Pandeconomia. Le alternative possibili” di Tonino Perna, nello Spazio open. Un modo per affrontare la tematica delle diseguaglianze e degli squilibri portati dall’emergenza coronavirus secondo una lettura positiva.

Perna racconta di come ha conosciuto Caserta grazie ai bronzi di Riace, racconta poi dell’esperienza della medicina solidale dell’Ace di Pellaro, che va oltre i confini territoriali, un’esperienza in espansione ad Arghillà con l’inizio dei lavori del nuovo polo sanitario di prossimità. «Grazie ad un finanziamento di una fondazione di Milano, a breve inizieranno i lavori, un centro socio sanitario ad Arghillà, un centro per gli abitanti di una delle zone più difficili della città, quindi è nata un’amicizia e questo porta all’evento in cui un socio economista presenta un medico». Perna racconta dell’esperienza variegata del libro:

«Come se fosse un’enciclopedia, il contributo che dà Caserta mi ha fatto riflettere sul cammino delle idee. E’ un libro in cui c’è una parte relativa al pensiero che riduce il corpo umano ad una macchina chimico fisica; inoltre c’è tutto l’approccio alla pandemia che stiamo vivendo, è corretto e multidisciplinare. Da una parte dice sì, sono un medico, un ricercatore e dall’altra, ma mi vergogno un po’ dei miei colleghi virologi che si muovono senza l’umiltà imposta dalla ricerca scientifica. E infine la fretta di produrre i vaccini. E questo è deleterio perché la scienza ha i suoi tempi che non si possono tagliare per una questione di business».

 Il libro prova a rispondere alla domanda: da dove nascono le pandemie? «È vero parliamo di covid ma ci dimentichiamo di altre pandemie, per esempio l’influenza suina, che veniva da uno squilibrio dell’ambiente». Guardano all’economia ed alla pandemia: «Se si guarda alla borsa degli ultimi 6 mesi mentre tutti i settori sono in calo, il farmaceutico e alcuni settori dell’informatica sono in ascesa.

La disoccupazione di massa scoppierà a breve appena terminerà il blocco dei licenziamenti. Ma la medicina non può essere business.  Il libro si chiude con l’esperienza positiva che ha consegnato il covid con momenti di solidarietà della popolazione, ci ha consegnato anche una cosa importantissima: aver capito che non si può fare a meno delle sanità pubblica. La sanità deve essere pubblica, come una volta era normale. La pandemia porta con sé una speranza: che impariamo che abbiamo un limite, la salute non può essere scambiata col reddito, questo è il messaggio del testo».

Caserta del libro di Perna invece: «Un economista che ci propone soluzioni gioiose alle situazioni attuali, al sistema delle disuguaglianze che caratterizzano la nostra civiltà. Il libro è un concentrato di conoscenza nel settore. Un libro estremamente chiaro che dà soluzioni precise ed immediatamente praticabili. Fornisce degli indirizzi praticabili, che non richiedono grandi rivoluzioni ma che, allo stesso tempo possono determinare cambiamenti significativi nel nostro modo di vivere. La pandemia crea difficoltà e sta allargando le diseguaglianze che caratterizzano il mondo occidentale.

A pagare sono soprattutto i giovani con un lavoro precario, i lavoratori immigrati non regolarizzati, le categorie che erano deboli e già pagavano il prezzo di una globalizzazione che tende a relegare ai margini i più deboli. La stiamo pagando è vero, ma la pandemia, come l’economia di emergenza, può diventare un’opportunità, la storia dimostra che questi eventi catastrofici si sono realizzate le più grandi conquiste in termini di redistribuzione delle ricchezze e delle politiche di uguaglianza».