venerdì,Novembre 27 2020

Alloggi popolari, le associazioni: «Falcomatà preveda l’assessorato alle politiche abitative»

Il direttivo "Un mondo di mondi": «L’azione di acquisto potrebbe essere implementata richiedendo l’utilizzo dei fondi Pon Metro, come hanno già fatto altri comuni»

Alloggi popolari, le associazioni: «Falcomatà preveda l’assessorato alle politiche abitative»

«In questo momento di grave crisi in cui sono in forte aumento  le famiglie a basso reddito,  garantire il diritto ad un alloggio adeguato ai nuclei che ne sono privati,  sarà di fondamentale importanza per mantenere la coesione sociale ma anche per contrastare la pandemia». Così in una nota le associazioni che fanno capo all’osservatorio sul disagio abitativo di Reggio Calabria.

«Con la costituzione della nuova Giunta, il sindaco Falcomatà dovrebbe, in discontinuità con gli anni passati, assegnare la delega di assessore alle politiche abitative, riconoscendo al settore di edilizia residenziale pubblica uno spazio sociale e politico che ha sempre avuto e che soprattutto oggi dovrebbe avere, comunque distante da scelte clientelari che si potrebbero verificare. L’altra azione che il Sindaco dovrebbe fare, in breve tempo, è quella di trasferire al  settore Erp il personale necessario ed adeguatamente preparato per consentirne il funzionamento. Queste due azioni sono fondamentali per mettere veramente  in funzione la politica degli alloggi popolari e quindi per realizzare tutte le azioni che il Comune deve attuare per garantire il diritto alla casa alle persone aventi diritto».

«Per rendere disponibili  gli alloggi da assegnare la nuova Amministrazione dovrebbe impegnarsi per attivare il  finanziamento di 11,1 milioni di euro del “Decreto Reggio” per l’acquisto di nuovi alloggi popolari da assegnare, sollecitando il Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti per ottenere l’autorizzazione definitiva».

«Ricordiamo che nel 2016 il Consiglio comunale aveva scelto di stornare per altre opere questo finanziamento destinato per nuovi alloggi popolari e solo dopo una petizione popolare, presentata nel febbraio 2019, il  Consiglio comunale il 30 settembre 2019 ha ripristinato il finanziamento e nel mese di novembre 2019 il settore Grandi Opere ha chiesto al Ministero delle infrastrutture la riformulazione del finanziamento. Ma da quest’ultima data  non si è saputo più nulla in merito. L’azione è stata comunque prevista dal Sindaco nel suo programma elettorale. Con questo finanziamento il Comune potrebbe acquistare in breve tempo circa 160 nuovi alloggi che andrebbero assegnati alle famiglie vincitrici del bando 2005, alle famiglie in  emergenza abitativa e a quelle che da anni chiedono il cambio alloggio. L’azione di acquisto di nuovi alloggi, oggi molto importante per far fronte alla domanda di alloggi lievitata con la grave crisi in corso, potrebbe essere implementata richiedendo l’utilizzo dei fondi Pon Metro, come hanno già fatto altri comuni».  

«Ma oltre alla disponibilità di  alloggi, il settore ha la necessità impellente di una effettiva legalizzazione della gestione, come aveva previsto il Consiglio Comunale con la delibera nr 3  del 10 febbraio 2017 ( “Primi provvedimenti per il ripristino delle condizioni di legalità per l’edilizia residenziale pubblica e l’efficentamento del settore”) in gran parte rimasta inapplicata».

«Secondo la normativa regionale ( LR 32/1996),  il settore Erp del Comune dovrebbe effettuare in modo efficace, insieme alla Polizia municipale, la società Hermes e l’Aterp Calabria, la verifica completa e quotidiana  della permanenza di tutti i  requisiti  degli assegnatari dei 7000 alloggi popolari che insistono sul territorio comunale (3000 di proprietà del Comune  e 4000 di proprietà di Aterp Calabria). Una verifica quotidiana e tempestiva potrebbe essere attuata, non solo con l’azione sul campo della polizia municipale, ma soprattutto attraverso un programma informatico che preveda  l’accesso alle  banche dati relative ai requisiti. L’attività  di verifica  che accerta il mancato mantenimento dei requisiti dovrebbe essere completata tempestivamente  con l’emissione degli atti di decadenza degli  assegnatari che non hanno i requisiti e con l’esecuzione degli stessi atti, attraverso il recupero degli alloggi liberati e  la loro tempestiva riassegnazione.  Questa azione che attiverebbe il turn-over previsto dalla legge è di fondamentale importanza per due motivi:  consentirebbe al Comune di avere quotidianamente un numero  di alloggi da riassegnare alle famiglie che ne hanno diritto; garantirebbe il controllo necessario per la destinazione degli alloggi, secondo norma,  esclusivamente alle famiglie che ne hanno diritto impedendo che vengano occupati senza titolo e che illegalmente  siano “venduti” ed “affittati”». 

«La corretta gestione economica delle entrate del settore Erp  e la manutenzione degli alloggi popolari sono altre due azioni fondamentali per la legalizzazione del diritto all’alloggio. Pertanto la nuova Amministrazione Falcomatà dovrebbe garantire la manutezione degli alloggi comunali da effettuare in modo programmatico e tempestivo, impegnando, come previsto per legge,  tutte le entrate del settore Erp,  ossia i canoni mensili e i ricavi delle vendite degli alloggi. Si dovrebbero impegnare anche quelle entrate Erp accantonate e non utilizzate per il settore nel corso degli ultimi anni che dovrebbero ammontare a circa 5 milioni di euro. Dopo il Decreto Agosto, convertito in legge, non ci dovrebbe essere più la motivazione del debito comunale da sanare a cui destinare i fondi Erp a questa finalità».

«Il cambio alloggio è un altro degli aspetti fondamentali della gestione legale degli alloggi popolari  che il Comune di Reggio Calabria e l’Aterp Calabria non hanno garantito negli ultimi 24 anni, in quanto  non hanno mai applicato   gli articoli 42, 43,44 e  45 della Legge regionale nr 32/1996 che lo definiscono».

«Il 25 luglio 2020 un gruppo di associazioni, movimenti e persone, ha presento una diffida al Comune di Reggio Calabria e all’Aterp  per l’applicazione della norma sulla mobilità degli alloggi Erp e solo per questo i due enti hanno costituito, dopo due mesi dalla diffida,  il 22 settembre 2020 la  Commissione mobilità. Ma ad oggi  il Comune non ha ancora  applicato gli altri adempimenti previsti dalla legge regionale  per consentire la presentazione delle domande di cambio alloggio ed il relativo riscontro. Pertanto, è necessario che l’Amministrazione Falcomatà provveda  velocemente a realizzare gli altri adempimenti ed ad approvare rendendola pubblica una procedura in deroga alla mobilità ordinaria per i casi di mobilità di emergenza, come viene fatto da tanti comuni italiani. Intanto le associazioni riunite nell’Osservatorio sul disagio abitativo insieme ad un gruppo di famiglie che da anni chiedono il cambio alloggio per situazioni di grave urgenza, hanno presentato in merito un esposto alla Procura della Repubblica per chiarire eventuali responsabilità per la negazione di un diritto previsto da molti anni».

«La gestione delle assegnazioni di alloggi per i casi di emergenza abitativa (art 31 LR 32/1996) – sfratti, violenza domestica, crollo dell’alloggio, ecc.-riguarda anche il processo di legalizzazione che il Comune ha tentato di risolvere con l’approvazione, il 25 gennaio 2018, di un  regolamento che purtroppo presenta forti limiti. Difatti la sua applicazione non solo non ha risolto la questione ma l’ha  anche peggiorata. La graduatoria provvisoria delle 311 domande presentate dopo l’approvazione del regolamento, da aprile 2018 a gennaio 2020, è stata pubblicata il 14 luglio 2020, dopo due anni. Non sono certo questi i tempi per rispondere ai casi di  emergenza abitativa. Aldilà dei tempi lunghissimi, il risultato è stato che ben 278  domande delle 311  sono state valutate  non ammissibili, vale a dire il  91,44% delle istanze e tra questi ci sono tanti i casi di  sfratto per morosità incolpevole e di violenza domestica. Solo 26 domande  sono risultate ammissibili, ossia l’8,56%, e 7 istanze  sono state “sospese” ma dopo  tre mesi non si hanno notizie. Fino ad oggi  nessuna istanza delle 26  ammissibili ha ricevuto l’assegnazione di un alloggio».

«Se consideriamo che l’emergenza sanitaria in corso, molto probabilmente, dopo il blocco dell’esecuzione degli sfratti ( 31 dicembre 2020), potrebbe produrre  nella nostra città un preoccupante  numero di esecuzioni di  sfratti per morosità incolpevole, l’Amministrazione Falcomatà si troverà ad affrontare questa grave situazione sociale con un regolamento comunale del tutto inadeguato. È necessario ed urgente  che il Comune provveda in tempi brevi a dare una risposta alle domande presentate con la pubblicazione della graduatoria definitiva e contemporaneamente  a  modificare adeguatamente il regolamento prevedendo una procedura informatica».  

«Nell’ambito delle emergenze abitative ricade anche il progetto Ex Polveriera avviato dall’Amministrazione nel 2018, in accordo con la Prefettura e l’Agenzia dei Beni confiscati,  senza però portarlo a termine. La nuova Amministrazione Falcomatà, com’è stato previsto nel programma elettorale del Sindaco,  dovrebbe provvedere a completare il progetto assegnando gli alloggi in dislocazione alle 16 famiglie rimaste ancora oggi nella baraccopoli».

«Auspichiamo che la nuova Amministrazione Falcomatà assicuri il diritto  alla casa intervenendo concretamente con tutte le azioni necessarie per scrivere una pagina nuova della politica degli alloggi popolari».