lunedì,Novembre 23 2020

#chiASPettamuore, a Palmi la protesta di sindaco e parroco: «Sanità deve invertire rotta»

Ranuccio e don Mesiti: «L'Asp viene meno anche alle cose più semplici e non si sa che fine abbiano fatto i fondi raccolti per l'emergenza Covid»

#chiASPettamuore, a Palmi la protesta di sindaco e parroco: «Sanità deve invertire rotta»

di Agostino Pantano – C’è un hashtag forte, la frase #chiASPettamuore, e c’è l’articolo 25 della costituzione trascritto per intero: elementi dello striscione, srotolato nel pomeriggio, dal sindaco e dal parroco di Palmi, Giuseppe Ranuccio e don Silvio Mesiti. Una protesta, una richiesta d’aiuto dai toni molto provocatori, che campeggia all’ingresso del municipio palmese, dopo che l’amministratore e il sacerdote hanno aperto “il lenzuolo” legandolo al balconcino più in vista della “casa dei cittadini”. 

«Anni e anni di commissariamento – ha detto Ranuccio – e ci troviamo con un sistema che non aiuta affatto i sindaci a fronteggiare la pandemia. Vogliamo richiamare l’attenzione sulla necessità di invertire la rotta, e con i colleghi della Città metropolitana dopo aver sottoscritto un documento comune siamo pronti a raccordarci con tutti i sindaci calabresi e manifestare anche a Catanzaro».

Don Mesiti si è detto convinto che «non si tratta più di essere favorevoli o contrari alla zona rossa, qui si tratta di constatare che l’Asp viene meno anche alle cose più semplici, come l’individuazione del reparto covid da aprire in questa zona per non parlare poi del fatto che non si sa che fine abbiano fatto i fondi raccolti, nei mesi scorsi, con la sottoscrizione popolare lanciata in questo territorio».

Proprio su questi ultimi due aspetti, sia Ranuccio che don Mesiti hanno chiesto assunzioni di responsabilità – «che si apra a Gioia Tauro al più presto», ha detto il parroco a proposito del centro che dovrà curare la degenza di chi esce dalle terapie intensive – con il sindaco di Palmi che ha assicurato «che anche il nostro ospedale potrebbe essere pronto ad ospitare il reparto». Rispetto ai fondi, infine, don Misiti ha detto di aver «ricevuto risposte raggelanti dall’Asp che certamente non li ha spesi per le finalità emergenziali all’inizio indicate».