venerdì,Maggio 24 2024

La campagna di Falcomatà. Troppe dirette e pochi fatti mentre l’emergenza dilaga

L'ultima ordinanza sui supermercati ha creato soltanto enorme confusione. E va contro le disposizioni del governo nazionale. In generale troppi messaggi facebook che sembrano soltanto spot elettorali

La campagna di Falcomatà. Troppe dirette e pochi fatti mentre l’emergenza dilaga

Se la situazione non fosse grave, ci sarebbe anche da ridere. I continui spot del sindaco Giuseppe Falcomatà che invita “a non uscire a muzzo” o a “passari pa casa” o che si fotografa insieme ad una cheesecake appena sfornata, per invitare tutti a rimanere fra le mura domestiche, potrebbero far scappare un sorriso.  Ma purtroppo non è così. L’emergenza sanitaria in atto è molto seria e potrebbe peggiorare e va ad inserirsi in una situazione già assai complessa per una città ad un passo dal dissesto economico, con i servizi essenziali ridotti all’osso, con molte zone prive di acqua e con la raccolta de rifiuti che continua a stentare.

Ha stupito, infine, l’ultima ordinanza del primo cittadino che, forse volendo anticipare una decisione del governo nazionale che poi non è arrivata, ha stabilito che «i titolari dei centri commerciali e delle strutture di media e grande distribuzione di generi alimentari, fermo restando l’obbligo di garantire il servizio di approvvigionamento di generi alimentari alla cittadinanza, d’intesa con le associazioni di categoria, articolino, già a partire da domenica 22 marzo 2020, gli orari di apertura al pubblico nell’arco della settimana con la previsione della chiusura domenicale, al precipuo ed indifferibile fine di tutelare la salute ed il diritto di riposo dei lavoratori, e, nel contempo, di evitare assembramenti in considerazione dell’emergenza sanitaria in atto». 

Non appena l’ordinanza è stata diffusa in città sono aumentate le code davanti ai supermercati con l’effetto di creare e non evitare nuovi assembramenti, oltre a panico e confusione tra i cittadini. Per di più in serata da palazzo Chigi si è precisato che  «I supermercati, gli ipermercati e i negozi di generi alimentari resteranno aperti durante il fine settimana».

Possono i sindaci andare oltre le decisioni del governo? L’uniformità di decisioni e provvedimenti sul territorio nazionale sarebbe auspicabile e gli amministratori locali farebbero bene a rimanere lucidi in un momento così complesso.

Falcomatà, in piena crisi da esternazione, sempre nella serata di ieri ha poi scritto al presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, e per conoscenza al ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Paola De Micheli, oltre che alle compagnie che gestiscono il collegamento stabile sullo Stretto, «chiedendo l’aumento delle corse giornaliere per garantire continuità territoriale nell’unica grande area metropolitana di Reggio Calabria e Messina». Qualche giorno prima aveva lanciato il suo appello al governo per rivedere la chiusura temporanea dell’Aeroporto dello Stretto.

Insomma neanche uniformità nelle richieste. Da un lato si stringe sui supermercati e quindi sui beni di prima necessità, dall’altro si protesta per i collegamenti proprio quando le chiusure stanno avvenendo in tutte le Regioni (un solo aeroporto regionale operativo su tutto il territorio nazionale) e appaiono davvero in grado di ridurre la circolazione delle persone.

Per non parlale del fatto che, appena qualche giorno prima dello scatenarsi dell’emergenza sanitaria in Città, Falcomatà aveva proceduto all’inaugurazione del Comitato centrale coniando l’espressione «questa è la campagna elettorale ai tempi del Coronavirus».

In tempi così difficili, invece, la campagna elettorale sarebbe proprio da mettere da parte. Per discutere di aeroporto e collegamenti sullo Stretto ci sono stati cinque anni di tempo. Adesso sono chiacchiere al vento. E anche i continui messaggi in diretta facebook iniziano a sembrare soltanto spot elettorali.

La Città ha bisogno di altro. Di risposte concrete davanti all’emergenza e di un’Amministrazione che, fino a quando sarà in carica, riesca a fornire servizi e stare al fianco ai cittadini. Che si impegni nell’approvazione del Bilancio e che ottenga da un governo nazionale amico, se così è, interventi straordinari che possano evitare il collasso, considerato anche l’extradeficit rivelato dalla Corte dei Conti nell’ultima delibera. Di come trascorra il tempo in casa Falcomatà, invece, è argomento sul quale si potrebbe serenamente soprassedere.

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