martedì,Novembre 30 2021

Metrocity, non ci sono i soldi per i buoni pasto ma si trovano quelli per le posizioni organizzative

Non si placa il malumore tra i dipendenti che chiedono un confronto sul bilancio. Romeo (Cisl) invita a prendere esempio da Roma

Metrocity, non ci sono i soldi per i buoni pasto ma si trovano quelli per le posizioni organizzative

Non si placa il malumore dei dipendenti della Città Metropolitana di Reggio Calabria dopo la discussione su Posizioni Organizzative e Buoni Pasto. La vicenda dei 270mila euro delle P.O. sembrava acqua passata dopo un duro scontro sindacale, ma è ritornata di attualità per il 2020 senza alcun confronto con i rappresentanti sindacali.

Ad intervenire nel dibattito pubblico è il dipendente Franco Crinò che chiede maggiore elasticità all’Amministrazione e una discussione rinnovata sul bilancio.

«La fase di emergenza che ha investito l’intero Paese – scrive Crinò – ha messo in discussione tutto, perfino, e non poteva essere diversamente, la rigidità  caratterizzante i bilanci degli Enti pubblici. A riguardo, la discussione trova senso compiuto nelle dichiarazioni di Adolfo Romeo, delegato Cisl Fp ai rapporti politici e sindacali Metrocity, che leggo con  piacere.  Possibile dunque che ci si trinceri dietro gli schemi di bilancio? Perché non possono essere ridiscussi? Gli schemi di bilancio andrebbero ridiscussi quantomeno nell’ottica della provvisorietà, tenendo conto del fatto che non ci si trova di fronte agli atti dovuti e a benefit dei Dirigenti (che impegnano grosse cifre), la cui attività seppure rivesta grande importanza non sembra essere la quintessenza del nostro vivere quotidiano. Ad essere, infatti, ancora trascurate e disattese sono le legittime aspettative della più larga fascia di dipendenti. L’emergenza è per tutti: chi “guida” la Città Metropolitana, peraltro in prorogatio, sembra agire mosso dalla volontà di “salvare/scansare” pochi dirigenti e “travolgere” la restante parte dei numerosissimi dipendenti».

E proprio Adolfo Romeo pare intenzionato ad aprire un nuovo fronte sulla questione buoni pasto fin qui destinati a fronteggiare l’emergenza sanitaria per un importo pari a 35mila euro. «Si apprende a mezzo stampa – dice Romeo – che l’Amministrazione di Roma, previo accordo con i sindacati, ha deciso la consegna dei buoni pasto ai propri dipendenti a partire dal mese di aprile. A Città Metropolitana ha invece deciso motu proprio di sospendere l’erogazione dei buoni pasto ai lavoratori in smart working  anche a causa delle carenze di introiti previsti per il perdurare dell’emergenza Coronavirus e la previsione di un un sostanziale abbassamento delle risorse in bilancio per l’anno 2020».

Praticamente la Metrocity non può permettersi 35mila euro per i buoni pasto dei dipendenti, ma può stanziarne 270mila per le Posizioni Organizzative. Misteri della contabilità.

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