Comune di Reggio. Ok al rendiconto 2019, ma il disavanzo arriva a 400 mln

In Consiglio è bagarre con il centrodestra che chiede chiarezza sui conti.Falcomatà spera nell'intervento straordinario del governo nazionale anche per far fronte ai debiti per acqua e rifiuti
In Consiglio è bagarre con il centrodestra che chiede chiarezza sui conti.Falcomatà spera nell'intervento straordinario del governo nazionale anche per far fronte ai debiti per acqua e rifiuti

Un’interlocuzione favorevole aperta con il governo nazionale. Questa è la speranza alla quale si aggrappano il sindaco Giuseppe Falcomatà e l’assessore al Bilancio Irene Calabrò che sono stati collegati da Roma in occasione del Consiglio comunale che ha dato l’ok al rendiconto 2019.

Il Consiglio, con molte assenze tra i banchi del centrosinistra, ha dato il via libera al documento contabile che vede salire il disavanzo fino a quasi 400 milioni di euro (399.438.760,52 euro per la precisione). Il disavanzo previsto era pari a 163 milioni, in pieno rispetto del piano di riequilibrio, mentre ci si ritrova  ad averne ben  236 milioni in più.

L’assessore Calabrò ha spiegato in tutte le salse che si tratta di una voce “neutra”, relativa al Fal (Fondo di anticipazione liquidità). «Il Fal – ha spiegato l’assessore Calabrò – non era stato inserito a risultato di Amministrazione negli altri consuntivi perché si trovava all’interno delle poste attive per come previsto dalla legge. Con la pronuncia della Corte Costituzionale la voce va accantonata nei risultati di amministrazione e quindi diventa negativa. Nel triennio successivo però potrà essere riportata in attivo e quindi è una voce neutra. Non si tratta quindi di nuovo disavanzo». Formalismi effetto delle sentenze della Corte Costituzionale di febbraio e giugno.

La spiegazione, però, non ha convinto il centrodestra che ha votato contro il rendiconto e chiesto in maniera energica chiarezza sui conti di palazzo San Giorgio tramite Demetrio Marino e contezza su cosa abbia fatto la maggioranza di centrosinistra in sei anni di amministrazione con Massimo Ripepi. Dai banchi della maggioranza è partito un fuoco di fila a sostegno della giunta ma soprattutto contro Demetrio Marino “reo” di avere tradito la compagine di Falcomatà passando con Fdi in occasione delle ultime elezioni regionali.

Tralasciando la polemica politica, però, chiarezza si dovrebbe fare anche in ordine alle ulteriori criticità presenti nei conti dell’Ente. A partire dal debito verso la Regione per la fornitura idropotabile. «Dopo il formale riconoscimento di un debito fuori bilancio di Euro 64.974.388,27, il Comune ha previsto una copertura finanziaria solo per un importo di due milioni di euro (rate del 2020 e del 2021), mentre per la restante somma pari ad Euro 62.974.338,27 non è stata prevista alcuna copertura finanziaria, né l’iscrizione a residuo passivo tra le scritture contabili del Comune». Si legge in una delle ultime delibere della Corte dei Conti.

Né sembra chiara la situazione in ordine ai 16 milioni di euro che la Regione aveva chiesto al Comune, dopo l’insediamento, per il ripiano dei debiti relativi alla gestione dei rifiuti.

Ecco perché il sindaco spera nell’interlocuzione con il governo nazionale e in interventi straordinari che possano salvare il Comune. Senza questi il bilancio di previsione la cui scadenza è stata prorogata a settembre sarebbe davvero a forte rischio.