sabato,Novembre 28 2020

Ciao Peppino: amico, confidente e fratello. Uomo dall’eterno sorriso

La struggente lettera degli amici di sempre di Giuseppe Cicciù, il ferroviere reggino morto nell'incidente di Lodi: «Ci hai insegnato tanto. Ci mancherai»

Ciao Peppino: amico, confidente e fratello. Uomo dall’eterno sorriso

Di seguito la lettera che gli amici scout hanno scritto a Giuseppe Cicciù, il macchinista di origine reggina morto nell’incidente ferroviario avvenuto a Lodi. Ieri pomeriggio le esequie di Giuseppe, momento nel quale la lettera è stata consegnata alla famiglia.

Caro Peppe, nessuno di noi avrebbe mai immaginato di ritrovarsi quest’oggi qua, così presto, in questa chiesa per darti l‘ultimo saluto. Ci siamo lasciati qualche sera fa al telefono, con il tuo sorriso e la tua allegria e la promessa di rivederci presto tutti assieme, per andare a fare baldoria, come quando negli anni della nostra gioventù, in giro per le strade di Reggio, dell’Aspromonte, dell’Italia portavano in altro il nostro fazzolettone, con la tua 850 sgangherata, ma che tenevi come un gioiellino, oppure con qualche altra auto messa a disposizione da qualcuno.

Ci hai insegnato a diventare uomini, con la tua semplicità, con le tue battute e la tua simpatia. La mente non si rassegna al pensiero che non ci sarai. Da questo momento in poi, non potrai più farci ridere con i tuoi racconti strampalati, bacchettarci col tuo sarcasmo, accoglierci tra le tue braccia con la comprensione smisurata della tua indole. Giovedì 6 febbraio, resterà una data indelebile, si respirerà sempre un aria cupa, triste. Momenti come questo volano via tra sgomento e rabbia. Ci rivolgiamo a te ancora come se fossi qui in mezzo a noi e potessi ascoltare le nostre parole, consapevoli che ovunque sei hai un orecchio e un occhio sempre vigile su chi ti era vicino e ti voleva bene.

Sembra quasi di vivere in un brutto incubo, dal quale attendiamo fiduciosi di svegliarci al più presto: ma non è così, tu non ci sei più, e noi quietamente, abbassiamo il capo al volere di Dio, che ci priva della tua meravigliosa presenza, ma non del tuo ricordo. Giuseppe non era solo un amico, era molto di più per noi! Schietto e leale, educato e rispettoso dentro e fuori dal lavoro, ma sopra tutto nella vita di tutti i giorni!

Mancherai Peppe, mancherai a tutti quelli che hanno avuto il privilegio di aver fatto un pezzo di strada insieme a te! Potrei citarvi decine di aneddoti ma forse lui avrebbe preferito raccontarli a voce senza un testo preparato, improvvisando come al suo solito e così se vorrete sapere di lui non dovrete far altro che chiedere a chi l’ha conosciuto. Non è facile, lo sappiamo, ma da oggi avremo un angelo in più nel cielo che ci guiderà come faceva sulla terra. Continuerà a sostenerci e ammonirci nel farci capire l’importanza della famiglia, il valore degli amici, la lealtà, l’educazione e il rispetto.

Ci hai insegnato tanto: a sostenerci l’un l’altro, a credere nelle nostre forze e a lottare per chi si ama … prendiamo esempio da te. Nei giorni scorsi pensavo a che bel Reparto Scout stanno costituendo lassù, in Paradiso. I miei Fratelli e Sorelle di gioventù lassù tutti riuniti con le loro belle divise, con i loro Alpenstock, con i loro cappelloni, in ordine come lo eravamo e come insegnavamo ad essere una volta. Ognuno con un fazzolettone diverso, come quando arrivavamo ai campi scuola… Sconosciuti, ma già fratelli sulla fiducia, perché sapevamo che ci univa un ideale, un metodo, una educazione, le letture, le canzoni, il sorriso aperto e franco di chi considerava l’imprevisto una opportunità e non una fonte d’ansia.

E questo Reparto che stanno costituendo in Cielo ha, per me, per noi, volti e voci che qui non avrò ne avremo più la fortuna di sentire ma so che marceranno in fila indiana al margine della strada, con il guidone in testa, sorridendo di chi li vedrà magari facendosi beffe di loro, non sapendo di quale gioia e unità, di quale fratellanza starà ridacchiando. E vi vedo, uno ad uno… Ed ora, piccolo e riccio come allora, con uno zaino troppo grande, ma con il passo deciso e l’eterno sorriso sul volto, ecco che si unisce al Reparto Peppe Cicciú, che oggi tutta l’Italia piange assieme al collega macchinista delle Ferrovie Mario Di Cuonzo.

Peppe, sei stato amico, confidente, fratello. Mai hai dubitato della nostra parola e mai hai contravvenuto alla lealtà che ti ha sempre contraddistinto. Grazie Peppe per questo esempio di generosità. Buon Sentiero, Ti vedo allontanarti, ma sento ancora cantare: La tua Pattuglia parte, Fratello buona caccia, sarai con noi per sempre, ovunque c’è una traccia, Fratello buona caccia…

Ti diciamo Ciao Peppe, perché dirti addio è troppo difficile.

Filippo, Giorgio, Gaetano, Luciano, Mimmo e gli altri fratelli scout di San Domenico di Reggio Calabria