lunedì,Novembre 30 2020

Chi era Giuseppe Cicciù, il macchinista reggino morto a Lodi

Una vita dedicata al lavoro e alla famiglia con il legame con Reggio che non si è mai spezzato. Sensibile e attento ai diritti dei più deboli, è stato anche un appassionato di sport con le passioni per Reggina e Inter

Chi era Giuseppe Cicciù, il macchinista reggino morto a Lodi

Una vita di lavoro e sacrifici quella di Giuseppe Cicciù, il macchinista reggino morto a 52 anni a Lodi nell’incidente avvenuto sulla linea alta velocità all’altezza di Casal Pusterlengo. Assieme a lui il collega Mario Di Cuonzo. Entrambi erano ferrovieri: il macchinista del treno e un altro addetto delle Ferrovie dello Stato, che si trovavano nella motrice. I feriti, invece, sono una trentina, nessuno dei quali in codice rosso.

Il rapporto con Reggio e gli amici

La sua città di origine gli era rimasta sempre nel cuore. Prima di ottenere il lavoro alle Ferrovie, Giuseppe Cicciù ha vissuto nel popoloso quartiere di San Giorgio Extra, collocato nella zona sud.

“La prevenzione è da sempre l’arma migliore!”, scriveva appena qualche mese fa sul suo profilo facebook, a testimonianza della diligenza e della passione con le quale svolgeva il suo lavoro di macchinista. Un modo di concepire il lavoro che gli era stato trasferito dal padre, anche lui ferroviere.

Grande anche la sua sensibilità sociale con l’impegno all’interno del sindacato e in difesa dei soggetti più deboli della società. Un uomo buono, onesto, impegnato nel sociale e un lavoratore irreprensibile.

Le passioni per Reggina e Inter

I colori della Reggina e dell’Inter lo hanno sempre accompagnato nella sua vita da tifoso e appassionato di sport.

Giuseppe lascia la moglie, originaria di Milano e un figlio di 14 anni, oltre alla madre che lo aveva seguito in Lombardia dove prestava la sua attività lavorativa. La sua morte lascia un vuoto incolmabile per i suoi cari e per i tantissimi amici che stanno inondando la sua bacheca facebook con messaggi di cordoglio e saluto.

«Mi sento come se fossi morto anch’io…- scrive in un post un collega e amico di Giuseppe Cicciù – la tragedia coinvolge le vittime e le famiglie ma chi come noi passa la vita sulle rotaie si immedesima totalmente nell’evento, qui cambiano solo i nomi, oggi tutti noi macchinisti ci siamo schiantati insieme su quel treno…”

Il ricordo di Miseferi

Anche il noto comico Gigi Miseferi dal suo profilo facebook ha voluto ricordare il  macchinista tragicamente scomparso.

“Triste, molto triste per la notizia del deragliamento del Frecciarossa che da Milano era diretto a Salerno, avvenuto nei pressi di Ospedaletto Lodigiano e a causa del quale hanno perso la vita due Macchinisti, di cui uno è un mio Amico di Reggio Calabria, Giuseppe Cicciù, con il quale esattamente un anno fa, abbiamo trascorso una bellissima serata al Premio Mitos, svoltasi a Gozzano (NO). Ancora una volta la grande Famiglia della Ferrovia, alla quale sono molto legato, ha pagato un pesante tributo. E so esattamente cosa vuol dire, infatti il mio pensiero non può non volare a mio Fratello Nino, Tecnico Elettricista delle Ferrovie, vittima di in infortunio sul Lavoro nel 1984. Alle Famiglie dei due “Angeli Macchinisti” che adesso viaggiano sui Binari del Cielo e alla Famiglia di Trenitalia, va il mio più caloroso abbraccio!!! Ti abbraccio fin Lassù, Peppe!”.