martedì,Aprile 16 2024

Luci spente in città, chi ha rubato il Natale a Reggio Calabria?

Dal pasticciaccio di piazza Duomo alle misure sbagliate a piazza Castello: tutto quello che non ha funzionato

Luci spente in città, chi ha rubato il Natale a Reggio Calabria?

È il venti dicembre e di natalizio nella città dello Stretto c’è molto poco. Questo Natale sarà sicuramente ricordato come quelle in cui solo poche casette dei mercatini hanno aperto. Da una parte la volontà del sindaco, Giuseppe Falcomatà, che torna e che vorrebbe fare le cose meglio, in maniera veloce e alla grande e trova la soluzione di affidare tutti gli eventi delle feste a Sviprore, casette comprese. Nel tentativo di elevare la qualità dell’offerta gli ambulanti vengono relegati alla rada dei Giunchi. In ogni caso si arriva all’8 dicembre con una bella polemica sulle casette di Natale non aperte, gli eventi di Natale non presentati, con disguidi di comunicazione di atti tra Metrocity e Comune: un pasticcio. A dodici giorni di distanza come sta la città?

Quel pasticciaccio di piazza Duomo

“Trattativa Diretta per l’affidamento di un servizio, realizzazione, montaggio e smontaggio di strutture in legno a noleggio in occasione delle festività natalizie 2023/2024”. Così il sito di Sviprore. Stamattina della casette per lo spazio dei dolci tre spazi aperti su 14. Dunque una piazza occupata materialmente ma vuota (o quasi) di contenuti. I motivi sono difficili da comprendere. A parte i black out di comunicazione tra gli enti. A chi non è convenuto aprire? Si sono forse presi impegni che poi non si sono mantenuti o si è voluto cercare di boicottare la situazione? Il plauso va sicuramente ai tre coraggiosi che hanno aperto e gli affari, per fortuna loro, vanno anche bene.

Anche a piazza Italia ci sono le casette, qui dedicate all’artigianato. Pochi stand aperti che danno il loro contributo nel cuore degli addobbi della città.

Villaggio di Babbo Natale

“Trattativa Diretta per l’affidamento di un servizio, realizzazione, montaggio e smontaggio di strutture a noleggio (dal 15 dicembre 2023 al 06 gennaio 2024) per l’allestimento del “Villaggio di Babbo Natale” presso la Villa Comunale di Reggio Calabria nonché attività di comunicazione e promozione itinerante live, in occasione delle festività natalizie 2023/2024”. Domenica, inaugurazione col botto, con tanto di sindaco e giochi di fuoco. Poi poco resta.. Il pomeriggio ci sono bimbi alle giostrine. La sera l’animazione non c’è.

Piazza Castello, spazi inadeguati

Ma il caso più emblematico, dopo le casette del Duomo è quello dello Street food, previsto nell’area di piazza Castello, dove le casette non hanno mai aperto. Sul sito di Sviprore l’atto è una “Trattativa Diretta per l’affidamento di un servizio di allestimento illuminotecnico comprensivo di realizzazione, montaggio e smontaggio presso le piazze natalizie di Reggio Calabria nonché il noleggio di n. 20 tavoli in legno e n. 60 sedie/sgabelli/divanetti (dal 15 dicembre 2023 al 06 gennaio 2024) per l’allestimento del “Villaggio del Cibo” presso Piazza Castello di Reggio Calabria, in occasione delle festività natalizie 2023/2024”.

Pare che i ristoratori, solo una volta arrivati sul posto, abbiano appurato la grandezza delle casette, due metri per due, come le altre, quando invece avrebbero dovuto essere quattro metri per quattro per consentire di cucinare. Se si guarda l’atto del 12 dicembre di Sviprore si noterà che non ci sono misure. Ma proprio le misure hanno fatto la differenza. Le strutture non sono solo adibite alla vendita, ma alla somministrazione e necessitano di spazi più ampi per preparare e cuocere i piatti.

Certo è che si sta tentando di riparare a questa chiusura. Ricordiamo che ci sono 20mila euro di affidamento diretto delle attività e che questi soldi spesi dovranno portare qualcosa alla città, pur essendo fuori dal tempo massimo.

Un Natale che non è Natale

Senza puntare il dito su qualcuno in particolare, questo Natale sottotono è frutto di una serie di fattori. Da una parte le incertezze legate al momento politico; e poi c’è Sviprore che si è ritrovata con più di trecentomila euro ed eventi da organizzare in fretta. E poi c’è chi invece di trovare una soluzione si ferma al problema.

E il risultato è la città che avrebbe voluto gioire in questi giorni, unica parentesi luminosa dell’anno, e invece patisce questa situazione mortificata per disguidi di comunicazione…o di misure.

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