mercoledì,Giugno 19 2024

Pino Borrello rivive nella piazza che Palmi gli intesta

Sono stati i familiari e il sindaco Giuseppe Ranuccio a rimuovere il drappo, consegnando il segno di un ricordo che vuole diventare memoria vivida

Pino Borrello rivive nella piazza che Palmi gli intesta

Morì per uno scambio di persona, 36 anni fa, ora una piazza di Palmi porta il suo nome. Pino Borrello, lo studente universitario ucciso durante la faida tra i Gallico e i Condello, viene ora ricordato solennemente grazie alla delibera approvata all’unanimità dal consiglio comunale e grazie ad una cerimonia a cui fra gli altri hanno partecipato Carmela e Claudio, rispettivamente sorella e fratello del 21enne.

Dall’ottobre scorso ad oggi, prima un dibattito pubblico nella sala consiliare – in cui l’associazione Ouitalos poté spiegare le ragioni dell’obblio e la decisione di un affrancamento – e poi la scopertura di una epigrafe, nella zona sottostante la chiesa del Crocifisso, in pieno centro, che ricorda la vittima di un agguato avvenuto nelle immediate vicinanze. Sono stati i familiari e il sindaco Giuseppe Ranuccio a rimuovere il drappo, consegnando il segno di un ricordo che vuole diventare memoria vivida. Protagonista della cerimonia, così come fu a ottobre, è stato fra gli altri il giornalista Arcangelo Badolati, mentre una testimonianza toccante è stata quella di Attilio Nostro, compagno di scuola di Borrello, oggi vescovo di Vibo Valentia.

A benedire il cartello, che reca la scritta “Largo Pino Borrello-Vittima Innocente di Mafia-La mafia uccide, il silenzio pure”, è stato il vescovo Giuseppe Alberti, mentre è toccato ad Enzo Infantino descrivere i passaggi che hanno portato l’associazione Ouitalos a proporre al Comune l’intitolazione. Nel loro intervento, Carmela e Claudio Borrello hanno ricordato le difficoltà patite subito dopo l’omicidio, quando, a fronte di una indagine che si è poi rivelata infruttuosa, la famiglia dovette lasciare Palmi perché ritenuta implicata nella faida.  

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