martedì,Aprile 23 2024

Reggio, vite al servizio del bene comune: la storia dell’Arma accompagna la storia del nostro Paese – VIDEO

Il generale di corpo d’Armata Andrea Rispoli e il capitano Marco Catizone hanno presentato il volume “Il riflesso degli eroi” presso l'aula Quistelli dell’università Mediterranea

Reggio, vite al servizio del bene comune: la storia dell’Arma accompagna la storia del nostro Paese – VIDEO

C’è anche Carmine Tripodi originario di Torre Orsaia nel salernitano, giunto per servizio in Calabria alla fine degli anni ’70, prima come brigadiere a Bovalino poi nel 1982 come comandante della stazione dei carabinieri di San Luca, nel reggino. Era la stagione dei sequestri e lui fu ucciso in un agguato mafioso la sera del 6 febbraio 1985.

C’è anche lui perché essenziale è il lavoro svolto nei piccoli presidi dove l’Arma è rappresentata dai comandanti di stazione. Anche la storia del giovane Carmine Tripodi è tra quelle raccontate dal generale di corpo d’Armata Andrea Rispoli, comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (Cufaa). Già comandante della Legione Carabinieri Calabria, il generale Rispoli si è definito «portavoce del lavoro di tanti uomini e di tante donne».

Con il professore Vincenzo Cuomo e con il capitano Marco Catizone, il generale di corpo d’Armata, Andrea Rispoli ha, infatti, scritto il volume “Il riflesso degli eroi. Storie di uomini al servizio della Nazione”, presentato questa mattina nell’aula magna Quistelli dell’università Mediterranea di Reggio Calabria.

Dopo i saluti del rettore Giuseppe Zimbalatti e della prefetta Clara Vaccaro, gli interventi, moderati dal direttore del Digies Daniele Cananzi. La prima presentazione è stata del generale di corpo d’Armata Andrea Rispoli. A seguire il capitano Marco Catizone, addetto Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri e il giornalista e scrittore Arcangelo Badolati.

La storia raccontata ai giovani

«Una mattinata di passione, di soddisfazione umana e culturale che condividiamo all’università con le future generazioni. È per noi – ha spiegato il generale di corpo d’Armata Andrea Rispoli – è un momento di grande valore professionale, umano e culturale. Presentiamo un libro sulla storia di carabinieri e quindi sulla storia del nostro Paese perché l’Arma dei carabinieri ha accompagnato la storia dell’Italia, dall’Unità alle Guerre mondiali, dalla Resistenza alla lotta al terrorismo e alla lotta alla criminalità. Insomma una storia fatta di storie di straordinaria ordinarietà: grandi e semplici gesti, tutte storie importanti.

Gli eroi del nostro tempo sono coloro che hanno reso un servizio al Paese sacrificando anche bene supremo, operando fino all’estrema conseguenza per garantire il rispetto dello Stato.

Siamo grati al magnifico rettore Giuseppe Zimbalatti per questa tribuna speciale in cui incontrare i giovani, contribuendo, attraverso la storia dell’Arma, all’accrescimento del senso civico e di appartenenza alla comunità e alla condivisione dei valori di legalità.

Nel nostro stemma è scritto “Nei secoli Fedele“. La fedeltà è la fiducia della cittadinanza conquistata attraverso un operato svolto in modo corretto, con senso di responsabilità, impegno e passione. È questa fiducia il premio più importante per ogni servitore della Nazione e, quindi, anche per qualsiasi appartenente alla Arma dei carabinieri».

L’incontro con i familiari dei caduti in servizio

«Quando ero comandante del comando interregionale Ogaden, con sede a Napoli e competente in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia – ha spiegato ancora il generale di corpo d’Armata Andrea Rispoli – fu molto significativa l’esperienza di incontro con i familiari di personale che era mancato in occasione del servizio. Momenti molto semplici ma molto intimi. Negli occhi di quelle persone si vedevano, anche a distanza di tanti anni, la commozione e questo legame duraturo e profondo con l’arma. Da qui il Riflesso degli eroi perché il loro esempio resta come una luce a guidare e a ispirare chi viene dopo.

Sono particolarmente contento di questa presentazione a Reggio e in Calabria, dove sono stato comandante della Legione Carabinieri. Una regione bellissima e ricca di verde e di coste che i Carabinieri sono impegnati a custodire a beneficio delle giovani generazioni. Un’azione di contrasto intergenerazionale che si estende in molti settori: la depurazione, il ciclo dei rifiuti, l’abusivismo edilizio. Sono ambiti critici ovunque, sui quali il comando regionale interviene collaborando con la procura e in complementarità con l’Arma territoriale e con tutte le altre istituzioni.

La nostra azione tutela il bello e il buono, preserva l’equilibrio tra l’azione dell’uomo e l’azione della natura, nel rispetto della sostenibilità. Una missione di contrasto dei reati ambientali in cui riveste un ruolo essenziale l’innovazione tecnologica perseguita anche con i fondi del Pnrr. Attraverso sensori e droni, possiamo assicurare un’osservazione e controlli anche dall’alto per interventi rapidi. Siamo anche impegnati sul fronte dell’educazione ambientale per la formazione delle nuove generazioni. Anche per questo siamo grati dell’incontro odierno con gli studenti», ha proseguito il generale di corpo d’Armata Andrea Rispoli, comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (Cufaa).

Una giornata di condivisione e studio

«Quella odierna costituisce un’altra iniziativa molto importante. Poniamo al centro dell’attenzione – ha sottolineato il rettore Giuseppe Zimbalatti – la passione e la dedizione, fino all’estremo sacrificio, di uomini e donne dell’arma dei carabinieri. Un momento di grande formazione per l’università per i nostri studenti ma anche per le scolaresche presenti. In questa occasione ci pregiamo anche di accogliere gli allievi della scuola dei Carabinieri.

La conoscenza di queste storie è occasione per una consapevolezza sempre maggiore sui temi dell’attaccamento alla patria e della legalità. Siamo molto gradi all’Arma dei carabinieri che oggi è rappresentata da una straordinaria figura che è quella del generale corpo d’armata Andrea Rispoli.

Saremo insieme per un’intera giornata. Dopo l’odierna presentazione del volume, nel pomeriggio presso la facoltà di Agraria anche un incontro tecnico sui temi della Calabria forestale. Sappiamo tutti quanto siano importanti i boschi, le montagne e l’ambiente della Calabria. Dunque sarà un’occasione in cui illustrare con l’Arma e con le principali rappresentanze e scientifiche didattiche istituzionali quali siano i pericoli ai quali la Calabria è esposta e quali gli strumenti per tutelarla». Così ha proseguito il rettore Giuseppe Zimbalatti.

Non possiamo dimenticare

«L’Arma vive dentro la comunità. Dunque essenziale è anche l’integrazione con il modo accademico e quindi con le università di Reggio, Catanzaro e Cosenza. In questa regione le criticità ci sono ma da tre anni sono comandante della Legione e ho notato miglioramenti importanti. Puntiamo sul contrasto, sulla consapevolezza che si deve lavorare senza inquinare, e anche sull’educazione per ribaltare la situazione in pochi anni. Sono fiducioso.

L’occasione di oggi è preziosa propria ai fini dell’educazione. La storia è fondamentale per ricordarci da dove veniamo, per sapere a chi dobbiamo la possibilità di essere qui oggi. Non possiamo mai dimenticare anche se la quotidianità è frenetica. Momenti come quello di oggi ci aiutano a non farlo». Così ha concluso Pietro Salsano, comandante della legione Calabria dei Carabinieri.

Il dovere della memoria

«Speriamo che questo incontro possa destare un momento di riflessione. Il senso del volume è quello di trasmettere il senso dell’essere Carabiniere. Abbiamo raccontato solo alcune storie e ce ne sono molte altre. Crediamo sia necessario praticare, nel segno di esse, il dovere della memoria, traendo insegnamenti da loro sacrificio». Così ha concluso il capitano Marco Catizone, addetto Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari Carabinieri.

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