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8 marzo a Reggio: no al vittimismo, celebriamo storie di donne che non si sono arrese e ce l’hanno fatta

L’iniziativa dell’associazione Donne reggine ha messo al centro la voglia di riscatto e il coraggio femminile. Princi: «Politiche governative sono supporto fondamentale»

8 marzo a Reggio: no al vittimismo, celebriamo storie di donne che non si sono arrese e ce l’hanno fatta

«Non mi piace, come non piace a tutte le mie associate, parlare sempre in termini di vittimismo. È vero che le percentuali nazionali ci parlano ancora di disuguaglianze soprattutto sul posto di lavoro. Però, in realtà, noi oggi vogliamo celebrare le donne calabresi, la loro forza, il loro coraggio e la loro determinazione».


Così Sabina Cannizzaro, presidente dell’Associazione Donne reggine, ha inteso spiegare il senso della giornata di sensibilizzazione celebrata oggi pomeriggio a Palazzo Campanella, al fine di lanciare un importante messaggio che è quello del riscatto di chi si è distinta anche in ruoli apicali e continua ad operare in Calabria per il bene della nostra regione.


In una girandola di interventi, le docenti universitarie Maria Gabriella Campolo e Enza Caracciolo, il direttore d’orchestra e presidente del Conservatorio Cilea di Reggio Cettina Nicolosi, e Alberta Nesci titolare dell’omonima azienda agricola hanno raccontato le loro storie fatte di sudore e sacrifici, di rospi ingoiati e di coraggio, per realizzare un sogno o solo per confermare le proprie abilità.


«La mia – ha detto Maria Francesca Marino, direttrice della “Baker Hughes” di Vibo – è la storia di una delle tantissime donne che non si sono mai arrese. Donne che in tutti i campi lottano ogni giorno per la realizzazione dei propri sogni, che fanno tanti sacrifici e che sono convinte però di poter cambiare le cose. La mia storia è quella di un ingegnere meccanico che ce l’ha fatta, che con tanto sacrificio, tanta passione e esperienza accumulata negli anni, adesso guida una realtà importante uno stabilimento produttivo di un’azienda leader nel settore dell’energia la “Baker Hughes”».


«La mia è una storia di una donna che non si è voluta arrendere – ha raccontato Elisa Spagnolo, Direttore provinciale dell’Inps di Reggio Calabria – che è stata più forte di tutto nella misura in cui ha dovuto affrontare tutti gli ostacoli che normalmente si pongono nel mondo del lavoro e in una donna che si accinge a intraprendere una carriera manageriale. Però ho avuto la volontà, la tenacia, forse anche le competenze, per riuscire a realizzare quello che era il mio sogno e quindi soddisfare le mie aspettative di realizzazione. Non è stato semplice, non è stato facile. Sicuramente il percorso per una donna è un po’ più accidentato di quanto lo sia per un uomo per raggiungere magari gli stessi risultati, però è con grande soddisfazione che insieme alle altre posso dire che ce l’abbiamo fatta».


Le conclusioni dell’incontro sono state affidate alla vicepresidente della giunta regionale, Giusi Princi, che invita tutti a riflettere sul fatto che ancora oggi, nonostante le tante emancipazioni in ogni ambito, persistono delle discriminazioni – «se leggiamo l’ultimo report del gender gap del 2023 – ha affermato – si dice che addirittura la parità contributiva la si può raggiungere solo nel 2123» – che si vanno a perpetuare in violenze di genere. Ricordando le 103 vittime contate solo nel 2023 in Italia, Princi è convinta che le politiche governative siano di fondamentale supporto alla realizzazione femminile.


«Quello che noi abbiamo fatto – ha argomentato la Princi – può rappresentare una parentesi importante e significativa, perché attraverso la legge che va ad abbattere le discriminazioni sui luoghi di lavoro, che ho fortemente voluto io lo scorso anno, su cui abbiamo stanziato come Regione Calabria 10 milioni di euro, andiamo a premiare quelle imprese che vanno ad assumere donne e quindi permettono la conciliazione tra vita e lavoro. Non solo, la scorsa settimana abbiamo varato in Giunta la legge del sistema formativo integrato che andrà proprio ad incentivare in Regione Calabria gli Asili nido. Per cui noi andremo attraverso dei voucher a rendere gratuiti gli asili nido, che significa che il 70% delle donne che sono, ad oggi, anche in Calabria impegnate in ambito domestico, possano facilmente autodeterminarsi anche in termini occupazionali e lavorativi in maniera diversa».


Parallelamente, avverte ancora la vicepresidente della giunta, dobbiamo intervenire e ridurre quelle che sono poi comunque i ritardi culturali e quindi «occasioni come questa, lavorare nelle scuole attraverso iniziative di sensibilizzazione, di formazione, di educazione all’eguaglianza di genere, significa veramente tutelare i diritti e l’equità e fa sì che comunque, tanto le donne quanto gli uomini, vengano sempre di più riconosciuti per il merito e per le competenze e non per il genere».

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