venerdì,Novembre 27 2020

Coronavirus e caos trasporti sullo Stretto: Falcomatà punge, De Luca apre e Musumeci spariglia tutto

Dopo una giornata d'emergenza e blocchi a Villa San Giovanni, la situazione sembrava essersi risolta durante la trasmissione Mediaset "Pomeriggio 5". Poi le parole del governatore hanno rimesso tutto in discussione

Coronavirus e caos trasporti sullo Stretto: Falcomatà punge, De Luca apre e Musumeci spariglia tutto

Tutto risolto? Sembrava proprio di sì, ma l’incredibile giornata di oggi fra Villa San Giovanni e Messina sembra non voler trovare una quadra definitiva.

È di pochi minuti fa la dichiarazione del governatore della Sicilia, Nello Musumeci, che spariglia nuovamente le carte, dopo le parole distensive del sindaco di Messina, Cateno De Luca, seguite ad un posto molto determinato del sindaco reggino Falcomatà.

Ma ricapitoliamo quanto accaduto sin dalla serata di ieri. De Luca ha inteso bloccare gli arrivi sulla sponda siciliana dello Stretto procedendo a controlli approfonditi e, di fatto, portando ad un filtro ancor più stringente a Villa San Giovanni. Complici anche le corse tagliate dei servizi pubblico e privato, circa 80 persone, fra cui anche 20 minori, si sono ritrovati a passare la notte all’interno delle loro autovetture in attesa di un agognato traghetto per passare in Sicilia. Ma le motivazioni date da coloro che sono rimasti bloccati non sono state ritenute valide e, dunque per loro è iniziata una sorta di quarantena comune forzata nel piazzale Anas, antistante le biglietterie.

Nella notte sono giunti anche i mezzi blindati delle forze di polizia per evitare possibili disordini. La situazione è diventata molto più tesa in mattinata. I blindati sono aumentati nuovamente e questa volta, per diverse ore, la situazione è rimasta totalmente bloccata.

Poi, nel pomeriggio, complice la diretta televisiva di Canale 5, con la trasmissione “Pomeriggio 5” condotta da Barbara D’Urso, cui ha partecipato anche la governatrice della Calabria, Jole Santelli, così come il direttore de “IlReggino.it”, Consolato Minniti, vi è stato uno scambio molto fitto fra i sindaci delle aree interessate.

Il post di Falcomatà

Ad aprire le danze è stato Giuseppe Falcomatà, sindaco metropolitano di Reggio Calabria. «A Villa San Giovanni la situazione è esplosiva, peggiora ogni minuto che passa e va immediatamente sbloccata. Ho sentito poco fa il Ministro Paola De Micheli – ha sbottato il sindaco – che mi ha chiarito come il Governatore della Sicilia Nello Musumeci ha il dovere di sbloccare questo assurdo paradosso. Sul piazzale del porto ci sono centinaia di persone, potenzialmente infette, che vanno accompagnate a destinazione in Sicilia e messe in quarantena vigilata. Questa incredibile situazione sta mettendo a serio rischio la loro salute e quella dei cittadini di Villa San Giovanni, di Reggio Calabria e di tutto il territorio metropolitano. Tra loro ci sono anche tanti bambini, non possiamo permetterci che passino un’altra notte in macchina o che si spostino in maniera incontrollata per cercare un posto dove andare a dormire». L’affondo di Falcomatà è stato duro: «Non possiamo permettere che il sacrificio di migliaia di reggini chiusi in casa da quasi un mese, nel pieno rispetto delle regole, venga vanificato da comportamenti inaccettabili di chi trasgredisce la legge e di chi non vuole assumersi le responsabilità che gli competono. Quelle persone andavano controllate e fermate prima di arrivare a Villa San Giovanni. Adesso la salute di ciascuno di noi viene prima di ogni cosa. Bisogna intervenire, ora!».

La risposta di De Luca

Proprio in diretta tv, non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Messina, De Luca: «Quando ti trovi di fronte a certe situazioni devi prenderti le conseguenze. Sono qui ad accoglierli», ha affermato il sindaco rispondendo alle sollecitazioni del suo omologo reggino, Giuseppe Falcomatà, riferitegli in diretta dalla stessa conduttrice Mediaset. «Alcune di queste persone si sono trovate in viaggio per una successione di norme – ha aggiunto De Luca – mentre guidavano sono venuti fuori altri decreti diversi dai precedenti. Non c’è dubbio che dovevano essere fermati prima, ma è chiaro che ormai non li possiamo lasciare lì. Verifichiamo la provenienza e la destinazione e i sindaci si faranno carico di loro. Non possiamo lasciare novanta persone a Villa San Giovanni».

L’intervento del sindaco di Villa San Giovanni

In diretta è intervenuto anche il sindaco di Villa San Giovanni, Maria Grazia Richichi che ha spiegato come il gruppo di persone rimasto nel piazzale Anas sia stato suddiviso in due, con una parte andata verso gli imbarcaderi, soprattutto coloro che avevano donne in gravidanza e bambini al seguito.

Le parole del governatore

Ma quando tutto sembrava volgere al meglio, sono arrivate le parole del governatore siciliano Nello Musumeci: «Abbiamo saputo dalle autorità locali della Calabria che nel piazzale di Villa San Giovanni purtroppo ci sono oltre 200 persone, nuclei familiari con bambini, donne in stato di gravidanza e anziani, non sappiamo se siano affetti da particolari patologie. Hanno già passato una notte in auto, rischiano di passare una seconda notte. Io non ho alcun potere per farli entrare in Sicilia – spiega -, il potere è dello Stato. Ma il rigore deve sposarsi allo spirito umanitario, non possiamo fare finta di niente: abbiamo scritto al ministro dell’Interno, dicendo che lo Stato ha determinato questo assembramento a Villa San Giovanni e lo Stato deve risolvere problema». Musumeci suggerisce di acquisire una struttura ricettiva a Reggio o a Villa dove ospitare le famiglie, le donne incinta, i bambini, gli anziani e i vecchi: «Abbiamo il dovere – sottolinea – di mettere questa gente in quarantena obbligatoria perché non sappiano le loro condizioni di salute, per cui vanno condotti in una struttura. Spero che il ministro voglia dare disposizioni al prefetto di Reggio Calabria in questo senso. Chi non accetta la quarantena si assume la responsabilità delle proprie scelte». Per il Governatore della Sicilia c’è un solo modo per impedire che si ripeta questa situazione. 1Le auto a Villa San Giovanni non devono arrivare – chiosa -, sappiamo che ci sono controlli a circa 30 Km ma le pattuglie vanno predisposte al confine con la Campania, sull’autostrada: non devono entrare in Calabria, tantomeno in Sicilia».

La replica di Santelli

«Leggo la dichiarazione del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci che chiede di mettere in quarantena presso un hotel reggino le persone bloccate a Villa San Giovanni. Dev’essere chiaro che chi oggi si trova a Villa San Giovanni in attesa di un imbarco, vi è arrivato perché non sono funzionati i controlli lungo il viaggio dalle città di provenienza. È giusto che lo Stato si assuma le proprie responsabilità e che quindi i nuclei familiari vengano scortati dalla Polizia fino alle residenze siciliane e lì giustamente posti in quarantena. Non è uno scontro tra le due regioni ma si tratta di una situazione in cui è necessario coniugare legalità e principi di civiltà.
Quello che non è accettabile è la storia di queste ore, lo scotto che pagano famiglie e con loro un comune, quello di Villa San Giovanni, e la Calabria protagonista incolpevole di una situazione in cui non ha nulla a che fare». Così la governatrice Jole Santelli che spiega: «Si risolve parzialmente con l’imbarco di donne, alcune in gravidanza, bambini e persone anziane la situazione di Villa San Giovanni. Sono lieta che, dopo un pomeriggio di interventi con il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il collega della Regione Siciliana, Lello Musumeci, si sia arrivati alla messa in sicurezza delle persone più fragili».

Staremo a vedere cosa accadrà nelle prossime ore. Di certo la pazienza di tutti sta ormai per terminare.