Ex polveriera, è sempre emergenza. Ancora 15 famiglie senza alloggio

Interventi di bonifica lasciati a metà, case popolari ancora da assegnare. Nel degrado totale arriva l'ennesima denuncia, dopo gli impegni disattesi
Interventi di bonifica lasciati a metà, case popolari ancora da assegnare. Nel degrado totale arriva l'ennesima denuncia, dopo gli impegni disattesi

I tempi si allungano ma le condizioni, di certo, non migliorano per le 15 famiglie ancora residenti delle baracche dell’ex polveriera. Condizioni disumane che dovevano trovare una fine ma «allo scadere dei 13 giorni previsti dal Prefetto per la bonifica dell’ex Polveriera di Ciccarello,  i lavori non sono ancora ultimati.  Nessuna delle 15 famiglie ancora residenti nella baraccopoli ha ricevuto  l’assegnazione di un alloggio, come era stato previsto».

La denuncia dell’associazione “Un mondo di mondi” è arrivata oggi in conferenza stampa dove, per l’ennesima volta, è stata evidenziata la necessità di intervenire tempestivamente considerando anche i rischi per la salute.  

Ma per l’associazione questa era una situazione facilmente prevedibile: «c’è poco da stupirsi in quanto è evidente che il settore Edilizia Residenziale e Beni confiscati del Comune versa nel più totale abbandon. Si era annunciato di fare in 13 giorni ciò che il Comune non è riuscito a realizzare in 13 mesi. Ma l’aspetto più grave riguarda lo stallo del programma di equa dislocazione abitativa  nei 13 giorni».

Le interviste

Un miracolo che non è avvenuto come prevedibile, spiega Giuseppe Angelone di “Reggio non tace”: «Abbiamo più di 1500 famiglie aventi titolo ancora in attesa di assegnazione, è una problematica annosa. Ma qui ce una vera e propria emergenza perché è stato iniziato l’abbattimento di baracche, con materiale pericoloso per la salute, e lasciato a metà. In tutto questo abbiamo enormi difficoltà a confrontarci con l’amministrazione perché non esiste di fatto un responsabile all’edilizia popolare, solo rinvii». 

Anche per Giacomo Marinoil problema è nella mancanza d’interlocuzione:«Le famiglie non hanno avuto alcun contatto e questo ci preoccupa. Chiediamo che venga realizzato un piano concreto perché è evidente che in 13 giorni non si sarebbe riuscito a mantenere l’impegno. Anche la bonifica dei rifiuti, considerando che c’è presenza di amianto, va conclusa al più presto».

Il grido di aiuto di chi è costretto a queste condizioni non è da meno. Alessandro Berlingieri, insieme agli altri sfortunati, è costretto a vivere in quello che definisce “ghetto”. «Dopo l’allerta meteo degli ultimi giorni, qui abbiamo subito ulteriori danni. Non possiamo più vivere in questa condizione di disagio totale».

L’associazione “Un Mondo di Mondi”, con una pec del 6 novembre 2019, ha informato il Prefetto dell’interruzione del progetto dell’Ex Polveriera dal mese di settembre 2018 e ha per tali motivi richiesto un intervento ed un incontro. Fino ad oggi dalla Prefettura non è arrivata alcuna risposta.

L’emergenza

Intanto, le 15 famiglie, che già  con l’avvio del progetto speravano di uscire dalla baraccopoli dopo decenni di stenti, continuano a rimanere nelle baracche in condizioni disumane.

Anziani e bambini costretti a vivere ne degrado più totale, ci hanno aperto le fragili porte delle loro baracche per farci toccare con mano la condizione disumana in cui sono costretti.

L’alibi del Comune

Per l’associazione «l‘alibi sostenuto dal Comune è quello dei rifiuti degli alloggi proposti da parte di qualche famiglia. Eppure l’equa dislocazione abitativa delle altre 17 famiglie della baraccopoli è stata  effettuata nel 2018 dal Comune in collaborazione con le associazioni, affrontando e superando costantemente dei rifiuti. Nella fase operativa del progetto, i rifiuti degli alloggi non hanno costituito un ostacoloMa da quando il progetto è stato fermato, sciogliendo il gruppo di lavoro precedentemente impegnato, i rifiuti sono serviti  al Comune per nascondere la propria volontà di non concludere l’operazione».

La politica

L’idea che si attenda, in modo strumentale, per scopi elettorali è diventata concreta per l’associazione: «Forse è vero quanto si vocifera tra qualche consigliere comunale: in campagna elettorale assegnare alloggi alle famiglie dell’ex Polveriera fa perdere voti.  

Per quanto riguarda d’altra parte la bonifica, auspichiamo che la ditta incaricata dal Comune,  Ecopiana, avendo ricevuto il nulla osta da parte dello S.p.i.s.a.l. (Servizio prevenzione  igiene e sicurezza in ambienti di lavoro) dell’Asp sul piano di lavoro presentato, abbia attuato tutte le prescrizioni previste dal Testo Unico sulla sicurezza. Pertanto, durante i lavori di rimozione dell’amianto, la ditta avrebbe dovuto monitorare la presenza di particelle volatili di amianto nell’area e, secondo le  misurazioni, si sarebbero dovute prendere le misure di sicurezza necessarie e  per la salute dei collaboratori della ditta e per  gli abitanti che si trovano in prossimità della discarica».

In attesa di risposte

Una coltre di misteri, risposte non date e interruzioni inaccettabile. Ma, soprattutto, una mancanza di confronto che non consente di avere «certezza, visto che l’ufficio Spisal dell’Asp non ci ha consentito l’accesso al piano di lavoro di Ecopiana ed all’ autorizzazione concessa. Sottolineiamo ancora la gravità di quanto sta accadendo, anche per la salute e l’incolumità degli interessati e di tutta la cittadinanza. Auspichiamo che l’operazione riprenda e si concluda con l’assegnazione degli alloggi alle 15 famiglie  con la dovuta tempestività. Evitando che  ritardi burocratici, già colpevoli, diventino ulteriori alibi per rinviare ancora la soluzione di un problema già gravissimo».

La situazione, di certo, può solo peggiorare considerando che in due settimane si sono susseguite due allerte meteo e l’inverno è ancora lungo.