martedì,Aprile 16 2024

Ponte sullo Stretto, mancata trasparenza e nessuna gara: ecco su cosa indaga la Procura di Roma

Dopo la presentazione dell’esposto da parte di Bonelli, Fratoianni e Schlein i dubbi maggiori rimangono sul riaffidamento della realizzazione dell'opera al consorzio Eurolink senza un nuovo bando nonostante i costi siano passati da 4 a 14 miliardi di euro

Ponte sullo Stretto, mancata trasparenza e nessuna gara: ecco su cosa indaga la Procura di Roma

Sull’attività di progettazione e sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto, come prevedibile, sarà la Procura di Roma ad indagare. Un fascicolo, senza ipotesi di reato e indagati, è stato aperto dai magistrati capitolini a seguito dell’esposto presentato nei giorni scorsi alla Camera, dai deputati Angelo Bonelli di Alleanza verdi e sinistra, da Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italia, e da Elly Schlein segretaria del Pd.

La denuncia di 9 pagine era stata depositata a piazzale Clodio già il primo febbraio, adducendo tra i motivi la mancanza di trasparenza, come aveva spiegato lo stesso Bonelli in conferenza con i colleghi firmatari. Infatti nell’esposto i parlamentari chiedono ai pm di chiarire perché la Società Stretto di Messina S.p.A. ha ritenuto di non rendere pubblici documenti fondamentali per l’entità del progetto e le procedure.

In particolare si afferma che la società «ha opposto più volte diniego alle richieste di fornire» ai denuncianti «sia la relazione di aggiornamento al progetto – che era stata consegnata da Eurolink il 30 settembre 2023, che l’atto negoziale». Insomma per i parlamentari il rifiuto «della SdM SpA, che con il Decreto viene costituita quale società in house, di consegnare documenti espressamente previsti dal decreto impedisce di esercitare un diritto ed un’azione di controllo e verifica. La SdM SpA si è rifiutata di consegnare l’atto negoziale che consentirebbe di verificare in quanto tempo la società Webuild ha raggiornato un progetto complesso, vecchio di 12 anni».

Nell’esposto si fa quindi riferimento anche alla ripresa dei rapporti tra la Stretto di messina e il contraente generale Eurolink, un’Ati capeggiata da Wibuild mediante la stipula di atti aggiuntivi ai contratti annullati in passato. In sostanza il contenzioso da 700 milioni esistente tra la Stretto di Messina SpA e il contraente generale Eurolink contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ancora in pendenza di giudizio, sarebbe superato mediante l’eventuale stipula, su base volontaria, di atti aggiuntivi, con i quali le parti possono manifestare la volontà che il contratto riprenda a produrre i propri effetti.

Si fa notare che Dopo il primo grado di giudizio che ha rigettato tutte le domande del contraente generale Il Governo ha approvato il decreto in cambio di una rinuncia del contenzioso in corso. Ma mentre La SdM SpA ha depositato la rinuncia, Eurolink non ha accettato. Ora l’udienza di appello è fissata per il 14 ottobre 2024. Oltretutto, citando la trasmissione Report e vari articoli di giornale, nell’esposto si chiede di chiarire alcune situazioni a partire dal fatto che Salvini ha rimesso in piedi la vecchia gara, fatta dall’ex ministro Lunardi, vinta da Eurolink con Salini; facendo notare che chi dovrà valutare l’aggiornamento del progetto per la SdM SpA, prima che poi venga inviato al ministero dell’Ambiente per il via libera, è Alberto Prestininzi, un “amico di famiglia” di Lunardi.

Una gara che il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Busia, ha definito come un grande regalo che lo stato stava facendo ai privati chiarendo che se si voleva evitare la gara occorreva rispettare quanto previsto dall’articolo 72 della direttiva europea. che poneva un limite invalicabile, e cioè che l’aumento dei costi non superasse il 50% del vecchio importo che invece, nel 2006 era stato pattuito in 3,9 miliardi, a fronte del nuovo Decreto che stanzia per l’opera oltre 14 miliardi.

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