martedì,Aprile 23 2024

Valanidi avvelenato dai rifiuti, Legambiente chiede rigore: «Ci costituiremo parte civile»

Secondo il report dell'associazione ambientalista nella provincia reggina si commette un reato contro l'ambiente ogni due giorno

Valanidi avvelenato dai rifiuti, Legambiente chiede rigore: «Ci costituiremo parte civile»

La storia non insegna. Alluvioni, frane, smottamenti, esondazioni. Morti, si sono contati morti. Eppure, a distanza di anni si continua a distruggere corsi d’acqua fondamentali per la salute del territorio. I carabinieri hanno accertato come negli anni sono stati sversati tonnellate di rifiuti in uno dei torrenti più importanti di Reggio provocando un grave danno ambientale. Da qui è ripartita la battaglia di Legambiente che, per bocca del suo referente Daniele Cartisano, ha confermato di volersi costituite parte civile nel processo contro l’organizzazione che smaltiva illecitamente i rifiuti.

L’operazione 

«Così descritti i fatti, dagli stessi è emerso chiaramente come l’attività, stabile ed organizzata, di traffico di rifiuti, venisse posta in essere per il tramite della struttura sociale e del patrimonio aziendale della Crucitti Group S. r. l. , impresa la cui gestione operativa ed esecutiva era affidata, di fatto, a Bruno Crucitti, da parte dei figli Daniele, socio unico della S. r. l. , e Francesco, amministratore unico della S. r. I.  Ruolo di stabile e continuativo ausilio operativo era, invece, ricoperto da Edoardo Belfiore, nonché da Giovanni Salvatore Vittoriano».

Questo il quadro emerso dall’indagine che ha portato a interrompere l’attività dell’organizzazione che avrebbe sversato illecitamente oltre cinquemila tonnellate di rifiuti speciali nel torrente Valanidi, uno dei corsi d’acqua che attraversano Reggio. Alle persone coinvolte nell’indagine, condotta dai carabinieri della Stazione di Rosario Valanidi, vengono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, disastro e inquinamento ambientale, attività di gestione di rifiuti non autorizzata e occupazione abusiva di suolo pubblico.

Danno ambientale

Quello che, però, emerge dagli approfondimenti condotti da Legambiente è un dato ancor più preoccupante. Ad essere a rischio, infatti, non sarebbe solo il torrente Valanidi. 

«Reati come quelli commessi nel Valanidi non sono isolati». Lo ha chiarito Cartisano confermando come sia «enorme il danno causato dal continuo sversamento di rifiuti illeciti. Il Valanidi si trova in una posizione strategica per la defluizione delle acque piovane. E quell’attività illecita ha compromesso non solo il torrente, ha creato un danno a tutto il territorio». 

E le associazioni ambientaliste non sono rimaste a guardare e sono pronte a scendere in campo per prevenire fenomeni del genere. «Chiediamo che ci siano pene più severe certamente per quelli che sono riconosciuti come reati ambientali o alle ecomafie. Ci costituiremo parte civile nel processo ma siamo anche pronti a un’operazione di sensibilizzazione sul territorio che riguardi la pulizia dei torrenti. Non solo, serve intervenire anche sui cittadini perché ci sono anche cattive abitudini legate allo smaltimento dei rifiuti».

Report ecomafie: dati allarmanti

Quella del Valanidi, come detto, non è una storia isolata. Anzi i dati emersi dai report di Legambiente sono preoccupanti. «Il nostro ultimo report sulle ecomafie e i reati ambientali relativo al 2022 mostra a livello nazionale una panoramica abbastanza complessa. Sul territorio provinciale Reggio si colloca al 12º posto per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento con 154 reati accertati. Significa un reato quasi ogni due giorni e questo è un dato veramente allarmante».

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