Coronavirus, dalla Lombardia il canto di speranza del cantore reggino Michelangelo Giordano

La canzone è stata postata sui suoi canali social in un video registrato di getto dal cortile di casa sua, chitarra e voce, così com’è nata in una notte
La canzone è stata postata sui suoi canali social in un video registrato di getto dal cortile di casa sua, chitarra e voce, così com’è nata in una notte
Michelangelo Giordano

Coronavirus, dalla Lombardia il canto di speranza del cantore reggino Michelangelo Giordano. Nel cuore della città di Sesto San Giovanni dove vive, in una Lombardia messa in ginocchio dall’emergenza, il cantautore lancia il suo canto di speranza.

La canzone è stata postata sui suoi canali social in un video registrato di getto dal cortile di casa sua, chitarra e voce, così com’è nata in una notte di queste; una notte in cui è difficile prendere sonno perché mille pensieri affollano la mente; una notte in cui la speranza si fa coraggio diventando musica nell’attesa di un nuovo giorno. L’Italia ha sorpreso il mondo cercando di tenere su il morale nonostante tutto, con migliaia di artisti che, ogni giorno, affacciati ai balconi, lanciano messaggi di speranza, di fede, di forza e coraggio come preghiere; un’Italia abituata a tirare fuori il cuore nei momenti più difficili.

Ed il cantore calabrese, da una Regione martoriata dal dolore, lancia il suo canto di speranza intitolato “Tutto andrà bene”, citando proprio la frase che ogni giorno leggiamo sulle nostre bandiere, sui balconi, sui portoni, sul web; uno slogan che suona come un incentivo a tenere tra le mani il lieto fine ancor prima che il futuro incerto ci riveli il suo finale. Ma non è l’unica citazione a cui Michelangelo fa riferimento nella canzone; nell’inciso del brano, la speranza si aggrappa alla famosa frase pronunciata da Edoardo De Filippo nella commedia “Napoli milionaria”: ah da passà a nuttata.

E poi, nello special della canzone, il cantautore calabrese cita la canzone “Azzurro” di Adriano Celentano, un brano che ci ha tenuto compagnia ogni giorno aspettando che questa lunga nottata possa finire lasciando spazio ad un cielo azzurro. Il finale del brano di Michelangelo è un lieto fine che risuona nelle orecchie, nel cuore e nello stomaco e che traduce un ostinato desiderio comune: «un nuovo giorno arriverà ed il male perderà la sua corona».