martedì,Febbraio 27 2024

Bronzi di Riace, le ricerche di Castrizio condivise alla scuola archeologica di Finlandia ad Atene

Alla presenza di numerosi rappresentanti del mondo archeologico ellenico, si è svolto un seminario di studi che ha portato novità decisive per la storia delle due statue

Bronzi di Riace, le ricerche di Castrizio condivise alla scuola archeologica di Finlandia ad Atene

Continua la ricerca sui Bronzi di Riace, portata avanti, ancora una volta, fuori dagli stretti confini nazionali da Daniele Castrizio, storico e docente di Numismatica all’università degli Studi di Messina. «Coinvolgendo stimati colleghi greci o che vivono in Grecia – scrive sui social – ieri sera presso la scuola archeologica di Finlandia ad Atene, alla presenza di numerosi rappresentanti del mondo archeologico ellenico, si è svolto un seminario di studi che ha portato novità decisive per la storia delle due statue da Riace.

Kostas Tziampasis, dopo una disamina dei bronzi antichi trovati nel Mediterraneo, ha mostrato la base dell’agorà di Argos su cui sono evidenti i segni dei piedi e della lancia del Bronzo A; Christos Piteros ha illustrato la statua in bronzo parzialmente conservata di un uomo anziano, vestito con un himation, ritrovata accanto a un laboratorio di un bronzista di metà V secolo a.C. ad Argo, le cui analisi hanno provato l’identità delle terre di fusione rispetto ai nostri Bronzi, aprendo enormi prospettive di ricerca; Antonio Corso ha dimostrato l’appartenenza delle due statue da Riace al medesimo laboratorio, e ha spiegato come la loro fattura sia identica a quella di una replica romana di un’opera in bronzo sicuramente di Pitagora di Reggio, facendo cadere mezzo secolo di studi errati sulla bronzistica greca».

«Per parte mia, invece – afferma lo storico – ho mostrato i nuovi segni di due perni, notati da Saverio Autellitano sulla testa del Bronzo B, oltre a ricapitolare le mie ricerche iconografiche sulle due statue, che hanno ormai superato il quarto di secolo. È stata molto confortante l’accoglienza calorosa e la condivisione dei risultati da parte del numeroso e, soprattutto, qualificato pubblico. Splendida è stata anche l’accoglienza da parte di Petra Pakkanen, direttrice della scuola finlandese e appassionata archeologa, che ringraziamo per la sua ospitalità».

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