venerdì,Novembre 27 2020

Reggio, settore psichiatrico al collasso. Lavoratori senza stipendio da febbraio

A rischio la continuità assistenziale perché nelle somme attese dell’Asp sono comprese anche vitto e alloggio per i pazienti

Reggio, settore psichiatrico al collasso. Lavoratori senza stipendio da febbraio

A Reggio Calabria sta diventando un vero e proprio dramma quello che riguarda da vicino tutto il settore della sanità mentale. I lavoratori delle strutture psichiatriche, senza stipendio da febbraio, sono stati costretti nuovamente a protestare di fronte alla sede dell’Asp.

Su 14 strutture che erano presenti sul territorio sono nove sono sopravvissute alla crisi e in queste realtà miste lavorano anche dipendenti dell’Asp ma nonostante tutto le risposte tardano ad arrivare. Sono 120 i lavoratori che da oltre 6 mesi attendono i pagamenti e circa 150 gli utenti che rischiano la continuità assistenziale perché nelle somme attese dell’Asp sono comprese anche vitto e alloggio per i pazienti. 

I contatti con l’Asp

«Da quando ci sono i commissari siamo in un clima di chiusura e silenzi – ha dichiarato Enzo Barbaro della Coolap (Cooperativa dei lavoratori delle strutture psichiatriche) di Reggio Calabria – non escono fuori a vedere i problemi che ci sono. Noi siamo costretti a lavorare senza essere pagati e senza contatti eppure i contatti per mandare continuamente circolari ci sono.

Richieste assurde ma soprattutto illegali, si parla tanto di legalità ma qui non viene rispettata. Esiste una legge regionale, la 381/1991, che dice chiaramente che le cooperative sociali per quanto riguarda i corrispettivi sono da equiparare agli enti pubblici perche noi forniamo un servizio alla persona. Non capiamo perché non riusciamo ad ottenere ciò che è legale. Altro problema annoso è l’accreditamento che da oltre 20 anni non riusciamo ad ottenere e, purtroppo, il 30 giugno, è scaduta la proroga di Cotticelli».

E la politica tace

Non manca l’appello anche alla politiche che negli anni oltre a promesse non è mai riuscita a mantenere gli impegni presi.

«In questi anni – ha confermato Barbaro – abbiamo avuto contatti con tutti i politici, soprattutto con quelli reggini ma oltre alle promesse nulle. Un appello ai nostri deputati reggini: invece di fare parate a Montecitorio che si occupassero dei problemi della città che sono tanti, questo è solo uno».

Abbandonati durante il Covid

Anche il periodo di Emergenza Covid ha visto queste strutture abbandonate e in attesa di ricevere presidi e tamponi. Nulla per loro è stato previsto e hanno superato il periodo di emergenza con spirito di servizio e senza un centesimo. Ma il vero dramma lo vive chi non ha la voce per protestare e rivendicare i propri diritti, chi non può scendere in piazza perché intrappolato dalla malattia mentale che, ancora oggi, viene troppo spesso sottovalutata.

La missione

«Noi manteniamo questo servizio – ha affermato Giuseppe Foti della Coolap – perché vogliamo mantenere fede al nostro mandato sociale. Non ci permetteremo mai di far mancare assistenza e cura ai nostri pazienti, non andremo mai contro la Costituzione che sancisce il diritto alla cura. Eppure i commissari lo stanno un po’ mettendo da parte. Noi non ci occupiamo di macchine, di robot, noi ci prendiamo cura delle persone quindi cerchiamo sempre di andare oltre l’aspetto burocratico».

Una lunga manifestazione che si è conclusa con l’incontro di una delegazione di lavoratori ricevuti dalla dottoressa Costantino, direttore amministrativo dell’Asp, che «si è presa l’impegno di risolvere i problemi legati ai mesi di aprile, maggio e giugno bloccati dalle compartecipazione degli utenti.

Ci è stato garantito che la prossima settimana ci sarà una riunione con il dipartimento di salute mentale e con le cooperative per risolvere il tutto. Per il mese di marzo hanno perso le liquidazioni e quindi il direttore della ragioneria ci ha invitato domani per risolvere».