sabato,Giugno 15 2024

Reggio, Aloisio: «Aumenta la povertà, diamoci tutti una svegliata»

Il presidente di Confesercenti dopo i rapporti Svimez e Istat: «Siamo un’area metropolitana morente in una regione agonizzante»

Reggio, Aloisio: «Aumenta la povertà, diamoci tutti una svegliata»

«Emergenza poveri al sud. Questo l’allarme lanciato dal Presidente dello Svimez Adriano Giannola secondo cui il caro energia, la crisi economica e l’inflazione galoppante rischiano di creare 600mila nuovi poveri nel meridione. Parlando di casa nostra, in Calabria ci sono oltre 800mila persone che vivono in famiglie a rischio povertà, circa il 40% della popolazione. Purtroppo i dati dello Svimez ci dicono che questi numeri aumenteranno ulteriormente».

L’allarme è di Claudio Aloisio, Presidente Confesercenti di Reggio Calabria, secondo cui per comprendere meglio quanto potrebbe essere devastante questo incremento basti pensare che già oggi per il 35% delle famiglie calabresi le “spese incomprimibili”, bollette e generi alimentari, erodono l’80% del budget disponibile. «Immaginiamoci se questa situazione già tragica – avverte Aloisio – dovesse peggiorare come prevede questo studio».

Non bastasse lo Svimez anche l’Istat, nel report sui divari territoriali appena pubblicato – evidenzia il presidente Confesercenti – avverte che la crisi al Sud è senza precedenti nella storia non solo per la povertà e l’atavica carenza di lavoro ma, anche, per l’impoverimento demografico dovuto a denatalità, invecchiamento ed emigrazione.

«Il rapporto sottolinea le criticità del Mezzogiorno rispetto al settentrione iniziando dal Pil che nel Sud è pari al 55% di quello del Centro Nord e continuando con l’enorme differenza nella dotazione infrastrutturale e l’inaccettabile divario nei servizi primari come la sanità, l’istruzione, il welfare solo per citarne alcuni. Dati che confermano l’aumento della forbice tra Nord e Sud e il continuo depauperamento delle già magre risorse del Meridione».

È evidente, per Aloisio, che «le strategie degli ultimi anni, lungi dall’aver risolto il problema dell’Italia a due velocità, hanno invece contribuito a peggiorarlo. Il tutto nel momento in cui le enormi risorse del Pnrr potrebbero realmente fare la differenza. Nei fatti, però, al di là di proclami e fantasmagorici progetti questa messe di denari non sta incidendo come dovrebbe, anzi».

E in un contesto così drammatico si parla di autonomia differenziata, come non bastassero i danni disastrosi che stiamo tutt’oggi pagando sulla nostra pelle, generati da un federalismo monco e iniquo.

«Guardiamo in faccia la realtà una volta per tutte: siamo un’area metropolitana morente all’interno di una regione agonizzante. Il nostro territorio continua a desertificarsi, a impoverirsi, a invecchiare, e coloro che potrebbero farlo rinascere, le nuove generazioni, si trovano costrette a emigrare perché ormai hanno perso anche la sola speranza di una vita migliore. E, per aggiungere al danno la beffa, i pochi che rimangono invece di essere supportati devono fare i conti con una classe dirigente inadeguata e una macchina burocratica inefficiente e inceppata, distante sideralmente dalle problematiche che giornalmente gli imprenditori e i cittadini devono affrontare».

Questa è la situazione, per Aloisio, al netto delle tante parole, delle innumerevoli promesse mai mantenute e delle belle intenzioni che però rimangono tali.

«Forse sarebbe il caso di darci tutti una bella svegliata e prendere coscienza che se non cambiamo le cose, se non facciamo di tutto per salvarci, nessuno lo farà per noi. Affogheremo soli – conclude il presidente di Confesercenti Reggio – mentre gli altri staranno a guardare limitandosi a lanciarci qualche salvagente logoro e bucato che, ovviamente, non basterà a salvarci da un disastro annunciato ormai da decenni».

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