Coronavirus, Pasqua: tutte le celebrazioni “a porte chiuse”

La Passione del Signore, come prevede la Congregazione per il culto divino, senza la presenza di fedeli e con le dirette streaming. Rimandate a fine estate anche le "Affruntate"
La Passione del Signore, come prevede la Congregazione per il culto divino, senza la presenza di fedeli e con le dirette streaming. Rimandate a fine estate anche le "Affruntate"

di Nadia Macrì – Gli esperti ormai concordano che l’attuale emergenza sanitaria per il Coronavirus non finirà il 3 aprile, che ne sarà dunque della Pasqua che quest’anno si celebra il 12 aprile?

La Prefettura della Casa pontificia ha già annunciato che in Vaticano le celebrazioni pasquali saranno a porte chiuse, senza la presenza fisica di fedeli e questa possibilità è sempre più vicina per l’intero Paese dopo le disposizione emanate dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti che con un decreto ad hoc “In tempo di Covid-19” – firmato dal Cardinale Robert Sarah e dall’Arcivescovo Arthur Roche, Prefetto e Segretario – ribadisce che la data della Santa Pasqua non può essere trasferita, quindi anche in tempo di Coronavirus la Pasqua non si sposta, la messa crismale che raduna generalmente il mattino del Giovedì Santo tutti i sacerdoti della diocesi con il proprio vescovo, invece sì, può dunque essere rimandata dal vescovo diocesano a data posteriore.

Inoltre se, come quasi già annunciato, ci saranno per il Paese ulteriori restrizioni, i vescovi seguendo le indicazioni della Congregazione per il Culto Divino dovranno far rimandare le varie processioni ed espressioni di pietà popolare molto sentite e partecipate soprattutto nella nostra regione.

Tante infatti le “Affruntate” del giorno di Pasqua e le processioni del Venerdì Santo che richiamano sempre tantissimi fedeli. Il decreto però suggerisce uno spostamento in estate e indica come possibili date il 14 e 15 settembre prossimi, giorni in cui la Chiesa celebra l’Esaltazione della Santa Croce e la Madonna Addolorata.

Il decreto specifica ancora di omettere il rito della lavanda dei piedi nella messa in Coena Domini del Giovedì Santo e annullare i battesimi nella notte di Pasqua. Sempre riguardo il Giovedì Santo, al termine della Messa, che può essere concelebrata dai sacerdoti nelle diverse chiese parrocchiali e cattedrali – scrive nel decreto il prefetto del Dicastero, per mandato del Papa “pro hoc tantum anno 2020″ – si omette la processione e il Santissimo Sacramento si custodisca nel tabernacolo.

I sacerdoti che non possono celebrare pregheranno i Vespri. Il Venerdì Santo può essere celebrata la Passione del Signore senza la presenza dei fedeli e per la Veglia pasquale viene omessa l’accensione del fuoco, l’accensione del cero e la processione iniziale.

Le celebrazioni di Pasqua a porte chiuse verranno però trasmesse in streaming per i fedeli in tutto il Paese, diversi i media infatti che stanno aprendo le loro programmazioni alla preghiera. Dopo gli oltre 4 milioni di telespettatori che giovedì sera hanno seguito il rosario proposto dalla Cei su Tv2000, già domenica 22 marzo anche RTL 102.5 trasmetterà in diretta in Radiovisione la Santa Messa di Papa Francesco dalla Cappella Santa Marta in Vaticano, per contribuire a sostenere attraverso le parole del Santo Padre i suoi ascoltatori. Messa già in onda ogni giorno su Tv2000 e su diversi media cattolici.

Anche in Calabria le diocesi e le parrocchie si sono attrezzate con dirette streaming. Il vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, pastore della diocesi di Reggio C. – Bova, che ha affidato i reggini alla Madonna della Consolazione, trasmette le Sante Messe dalla pagina Facebook dell’Avvenire di Calabria, settimanale curato dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali.

Il vescovo Milito della diocesi di Oppido M.- Palmi settimanalmente si connette con la propria diocesi per una lectio divina (il martedì) e un saluto di vicinanza (la domenica), oltre a proporre un cammino online quaresimale riproposto anche dal nuovo sito della Cei ideato per questo tempo di emergenza.

E fra le iniziative che hanno visto protagoniste le Chiese locali, un gesto molto concreto è arrivato dalla Diocesi di Locri-Gerace guidata dal vescovo Francesco Oliva che ha messo a disposizione un immobile di sua proprietà (ubicato a Sant’Ilario dello Jonio) da utilizzare nel caso fosse necessario per affrontare l’emergenza coronavirus. Il Vescovo Oliva in queste settimane si avvale della collaborazione di Telemia per la diretta delle Messe da lui celebrate dalla Cattedrale di Locri ovviamente a porte chiuse.

Porte chiuse come quelle del Cenacolo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei dopo la Resurrezione di Gesù, porte chiuse che ci permettono forse in questo tempo sospeso e surreale di uscire dall’abitudine e comprendere il valore di ciò che facciamo, spogliando anche la Pasqua dai suoi riti per vestire la fede di vera luce.