Coronavirus, terzo caso a Taurianova: è una infermiera del centro dialisi

La professionista, asintomatica, è risultata positiva al tampone. Predisposta la quarantena per dializzati e locali sanificati
La professionista, asintomatica, è risultata positiva al tampone. Predisposta la quarantena per dializzati e locali sanificati

Terzo caso di contagio a Taurianova. Lo riferisce in una nota il primario del Centro dialisi cittadino, Vincenzo Bruzzase che ha spiegato: «L’attuazione di un programma di “sorveglianza attiva” ha impedito la diffusione del contagio da coronavirus nel Centro dialisi di Taurianova. Le misure chieste dal responsabile del Reparto, che hanno previsto l’effettuazione del “tampone” a tutti i pazienti emodializzati ed a tutto il personale, sono servite a scoprire che un’infermiera, residente nella zona di Gallico, risultasse positiva al coronavirus, pur essendo assolutamente asintomatica». 

Il primario ha poi evidenziato: «La sua pronta identificazione ha impedito, verosimilmente, il dilagare dell’infezione, facendo alzare ulteriormente il livello di guardia verso il cosiddetto “nemico invisibile”. Sono scattate le misure per la messa in quarantena per tutte le persone che possono essere venute in stretta relazione con lei nei giorni passati».

Inoltre nel Centro dialisi, non appena ricevuta la notizia, sono state intensificate le procedure di sanificazione dei locali, ricorrendo anche all’intervento di un’apposita squadra speciale messa a disposizione dalla ditta di pulizie, che nella notte ha effettuato una bonifica straordinaria degli ambienti: «A Taurianova – ha continuato il dottor Bruzzase –  l’attività dialitica “salvavita” continua. I malati dializzati, pur messi in quarantena, continuano ad essere curati nel loro Centro e tutto il personale, in ottemperanza a quanto previsto dalla Llgge, è presente sul posto di lavoro. Il personale sanitario e quello addetto ai servizi essenziali, infatti, non si può fermare e non si ferma. Tutti gli operatori chiedono – ha concluso – che nel mentre rispettano scrupolosamente i protocolli operativi che prevedono l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, questi siano loro forniti in adeguata quantità e della tipologia prevista, a tutela della salute di tutti».