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Villa San Giovanni, il progetto del Ponte continua a non convincere: «È identico al 2011»

Dopo la consultazione delle carte il PD parla di «bluff» e il WWF di «truffa». Restano anche i dubbi del sindaco Caminiti: «Non riconosciamo il valore che viene sponsorizzato»

Villa San Giovanni, il progetto del Ponte continua a non convincere: «È identico al 2011»

«Io da casa mia non me ne vado questo lo posso assicurare». Lo ha detto chiaro Rossella una cittadina villese che, come tanti altri conosce già il suo destino legato alla costruzione del Ponte sullo Stretto. I documenti del progetto definitivo sono finalmente consultabili e il comune li ha resi disponibili sul sito istituzionale. Da qui la necessità dell’amministrazione di aprire un confronto con i cittadini. E, in particolare, con chi è interessato dagli espropri o le associazioni ambientaliste. 

Progetto consultabile

Prima di aprire al confronto il sindaco ha illustrato ai tantissimi presenti quali sono le novità e quali i prossimi step in programma.  «Avevamo detto che noi, appena ci fosse stato l’aggiornamento del progetto definitivo, avremmo incontrato la Citta e questo abbiamo fatto. Abbiamo aspettato e che fossero resi pubblici gli atti perché erano in fase di istruttoria. E quando il ministero ha pubblicato i link noi li abbiamo rilanciati sulla nostra pagina di istituzionale. Non abbiamo fatto una scrematura dei documenti ricevuti con il famoso link del 5 marzo ma abbiamo rilanciato tutto».

Quel che è certo, alla luce della consultazione, è che rispetto al 5 marzo poco è cambiato perché «questa è una fase istruttoria procedimentale. Ed è questo il motivo per cui è importante che cominciamo a scandire con i cittadini l’iter dei prossimi mesi». Per la prima volta in 50 anni di storia del ponte, si da vita a un’assemblea che mette al centro i cittadini. Ma è stata anche l’occasione per chiarire «la posizione presa da questa amministrazione». E il sindaco lo ha detto fuori dai denti: «Non riconosciamo il valore che viene sponsorizzato». Pur mantenendo il ruolo istituzionale è chiaro che al ponte, i presenti in sala, non voglio arrendersi. E lo hanno chiarito tutti gli intervenuti. 

«Tutto come nel 2011»

Ed un dato emerge in modo netto dopo la consultazione: «La localizzazione dell’opera ponte è rimasta uguale a quella del 2011. Idem per i siti stradali e ferroviari. Quindi è chiaro che poco è cambiato rispetto alle posizioni che già conoscono i villesi».

Adesso si torna a discutere degli ostacoli naturali e non solo al ponte. E sul punto il WWF per bocca del rappresentante cittadino Piero Idone conferma che le osservazioni non evase del 2011 sono rimaste intatte: «Vogliamo capire se si tratta di fuffa o truffa. Chiediamo di bloccare l’iter prima che si consumi la truffa».

Tempi e scadenze

Il sindaco ha chiarito anche i tempi. Il 13 aprile è la scadenza per presentare le osservazioni di associazioni e movimenti di categoria. Ci sarà un’altra scadenza per gli espropriati dal momento della pubblicazione dell’avviso avranno 60 giorni di tempo. 

Il Comune di Villa, invece, appena si aprirà la conferenza dei servizi avrà 60 giorni di tempo per la presentazione del suo parere di tipo urbanistico e ambientale. Il Comune ci lavorerà, ha chiarito la Caminiti «con la commissione territorio allargata a tecnici competenti professionisti che hanno già dato la loro disponibilità. Il metodo deve essere quello per cui se non ci sono tutti gli studi che danno certezza sugli effetti negativi e positivi dell’opera è chiaro che la posizione della città potrebbe essere negativa».

La richiesta del Pd

E dal Pd, con il segretario Enzo Musolino, arriva il no netto che adesso, però, chiede all’amministrazione di esprsi pur rispettando il ruolo istituzionale del sindaco. «Dopo gli ultimi avvenimenti non ci sono più scuse. I documenti e i pareri raccolti dalla stessa Società Stretto di Messina lo confermano:  il progetto è lacunoso, mancano gli studi aggiornati, l’incertezza regna sovrana.  Non serve più interloquire e ascoltare la narrazione farlocca dei “padroni del vapore”, è necessario reagire al sostanziale commissariamento dello Stretto. Non è giusto organizzare nuove occasioni di propaganda per chi promette “ricchi premi e cotillon” a chi accetterà senza protestare ciò che è stato già deciso a Milano, dal Capitano Salvini». 

Il Partito Democratico si rivolge ai consiglieri comunali della Città, a tutti i consiglieri, anche a quelli di minoranza «chiamati ad un sussulto di orgoglio per tutelare la Comunità.  Presentino una mozione specifica in consiglio comunale, impegnino l’Ente – con il voto – a rispettare il sacro principio di precauzione, a bloccare una procedura viziata, erronea». 

Mozione Villa

La stessa cosa, in questi giorni, è stata realizzata a Reggio dal consigliere de “La Strada”, Saverio Pazzano. «Il voto in Consiglio Comunale, stimolato dai consiglieri davvero al servizio di Villa, dovrà impegnare il Sindaco e Giunta a intervenire in tutte le sedi di competenza, anche attraverso l’Anci, per sospendere, in attesa dell’accoglimento delle raccomandazioni da ultimo formulate  dell’assolvimento delle prescrizioni tecniche e ambientali da tempo emerse (ben oltre 68!), ogni attività e iniziativa complementare o propedeutica all’apertura dei primi cantieri del Ponte. Inoltre, Sindaco e Giunta, attraverso questa “mozione di buon senso”, saranno impegnati a chiedere al Governo la costituzione di un tavolo di consultazione ove si possano rappresentare gli interessi delle comunità locali e si indichino le necessità reali dei territori dello Stretto, per un impiego davvero strategico delle risorse economiche.

L’approvazione di questa “mozione per Villa”, ancora, impegnerò il Sindaco e il Presidente del Consiglio ad inviare il documento votato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alle Istituzioni regionali, a tutti i gruppi parlamentari, in modo da chiedere agli attori politici di intervenire responsabilmente su questo tema. Questa mozione, il voto in Consiglio, misurerà il valore politico dei nostri amministratori, formalizzerà le diverse posizioni finora nascoste e simulate da molti. Il giudizio storico sui tristi eventi dell’accelerazione salviniana sul Ponte

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